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LA GUERRA DELLE DUE ROSE

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 di Mario Civitaquale

Napoli – La guerra delle due rose fu una sanguinosa lotta dinastica combattuta in Inghilterra tra il 1455 ed il 1485 tra due diversi rami della casa regnante dei Plantageneti, i Lancaster e gli York, così denominata facendo riferimento agli stemmi dei due casati che recavano rispettivamente una rosa di colore rosso ed una bianca.

La guerra delle due rose è quella che si combatte tra Juventus e Napoli; l’unica ancora in corso ad aprile nei cinque massimi campionati europei.

Sembrava una guerra persa in partenza dai partenopei. E forse sulla carta è così, guardando alla lista dei calciatori bianconeri.

Ma contro il Chievo, al San Paolo, ha vinto la rosa.

Tonelli non ha fatto rimpiangere Albiol, pronto in fase difensiva, pericoloso in quella offensiva.

L’ottimo Mario Rui, molti dimenticano, è la riserva del lungodegente Ghoulam.

In campo, al momento della rimonta, c’era il solito Zielinski, ormai il dodicesimo titolare.

Il gran gol della vittoria è del “panchinaro” Diawara.

Il primo, fondamentale per la scossa, di uno strepitoso Milik.

E’ qui va aperto un capitolo a parte.

Da queste pagine ci si sente di dire che l’esperimento dei tre “piccoletti”, ottimamente riuscito, è ormai giunto al termine.

Mertensè probabilmente il calciatore più forte del Napoli. E’questo il motivo per cui il belga ha fatto gol a valanghe. Ha i colpi, la testa, il piede.

Ma, lo si è sempre scritto,  non è un centravanti.

Il centravanti non fa solo gol: lotta con le difese arcigne, fa salire la squadra, fa da sponda. Mertens, per caratteristiche, non può farlo.

Milik, al di là del gol “da centravanti” contro i clivensi, in circa 60 minuti ha fatto vedere quello che a Napoli non si vedeva da un po’, trascinandosi dietro due uomini, sovrastando gli avversari col fisico, muovendosi in maniera egregia.

Non c’è squadra in Italia, soprattutto di vertice, che prescinda dal centravanti di ruolo: da Higuain a Immobile, da Dzeko a Icardi, passando per i vari Cutrone e Kalinic.

Anche il Barcellona del falso nueve ha poi preso Suarez…

Milik deve giocare; sono gli altri tre, visibilmente spompati e mentalmente assenti, che devono giustamente a turno riposare.

Ma il discorso non riguarda quest’anno. Una squadra completa, che voglia vincere, non può prescindere dal centravanti di ruolo.

 

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