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NAPOLI PRENDI RAMOS

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di Mario Civitaquale

Napoli – da premettere che il titolo vuole essere un po’ provocatorio. E’ una mera esemplificazione di un concetto.

Le possibilità che Sergio Ramos venga a Napoli sono pari a zero. La necessità che il Napoli prenda due o più Sergio Ramos è concreta.

Ramos, al di là della tecnica, rappresenta l’esperienza.

L’esperienza non soltanto calcistica; l’esperienza di campo.

Assolutamente da biasimare il colpo a Karius o quello a Salah in finale di Champions. E indubbiamente deprecabile il suo continuo testa e testa con i direttori di gara.

Ma per vincere serve anche questo. Far capire chi comanda, alzare la testa, intimidire l’avversario.

Chi non  ricorda l’urlo di Gattuso in faccia ad Hamsik. Chi non ricorda la lotta fuori leggeChiellini – Cavani.

Al Napoli è mancato questo.

La tecnica non basta. Per vincere occorre personalità, carattere e cattiveria agonistica.

In un unico concetto, serve anche “cazzimma”.

Fu De Laurentiis il primo a notarlo, subito dopo Real Madrid – Napoli: “Questa sera ai ragazzi è mancata la ‘cazzimma’ napoletana. L’ha avuta solo Insigne, gli altri non esistevano, erano come bloccati di fronte a questi mostri sacri del Real Madrid”.

Secondo la comune definizione, la cazzimmaè un’espressione napoletana, diffusa soprattutto nel lessico giovanile campano e utilizzataper indicare un insieme e un intreccio di atteggiamenti negativi: “autorità, malvagità, avarizia, pignoleria, grettezza”.

In realtà la definizione migliore di cazzimma l’ha data il grande Pino Daniele: “La“cazzimma” è un neologismo dialettale molto in voga negli ultimi tempi. Designa la furbizia accentuata, la pratica costante di attingere acqua per il proprio mulino, in qualunque momento e situazione, magari anche sfruttando i propri amici più intimi, i propri parenti […]. È l’attitudine a cercare e trovare, d’istinto, sempre e comunque, il proprio tornaconto, dai grandi affari o business fino alle schermaglie meschine per chi deve pagare il pranzo o il caffè”.

Nulla di più vero.

E il Napoli ne è carente.

Da Blasi ad Aronica, da Domizzi a Gargano, grandi soddisfazioni i tifosi se le sono tolte anche con loro in campo.

Perciò Aurelio, visto che sei stato il primo ad individuare il problema, basta giovani di prospettiva; vai sugli esperti, su chi è abituato a certe partite, su chi, dopo Inter – Juve, a Firenze non avrebbe mai perso.

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