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Successo di pubblico a Capodimonte per la prima domenica ad ingresso gratuito

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Napoli – Applausi e folla per il primo concerto del Luglio musicale e curiosità per la mostra di Paolo La Motta

Con 1.963 visitatori al Museo e 5.558 nel Real Bosco si chiude la prima domenica del mese di luglio ad ingresso gratuito al Museo e Real Bosco di Capodimonte che ha visto molto affollato anche il Belvedere per il primo concerto del Luglio musicale, giunto quest’anno alla terza edizione: concerto di LORO DI NAPOLI su musiche di Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini. Interpreti: Sabrina Sanza soprano, Francesca Di Sauro mezzosoprano, Francesco Auriemma baritono, Angelo Gazzaneo pianoforte. Quattro concerti alle ore 19.00 nelle domeniche di luglio (1, 8, 22 e 29) e un concerto-spettacolo sabato 14 luglio alle ore 21.00 con il M° Peppe Barra che proporrà il suo ultimo disco “E Cammina Cammina”, un omaggio al suo cammino artistico iniziato cinquant’anni fa. Musica al tramonto in omaggio al glorioso Luglio musicale di Capodimonte riproposto dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger con la musicista Elsa Evangelista, la collaborazione dell’associazione Amici di Capodimonte onlus. Cinque concerti a ingresso gratuito al Belvedere del Real Bosco di Capodimonte, con la sua splendida vista sul golfo di Napoli, dedicati quest’anno a Gioachino Rossini, grande compositore pesarese ricordato per la celebre opera Il Barbiere di Siviglia, nel 150esimo anniversario dalla sua scomparsa.

Aperti gli Appartamenti Reali, l’Armeria dove, dalle ore 12.00 alle ore 13.00, sono stati a disposizione del pubblico per raccontare aneddoti e rispondere a domande e curiosità Antonio Tosini, esperto resaturatore delle armi e Roberto Cinquegrana della Real Cavallerizza di Napoli, la mostra L’Opera si racconta e le preziose collezioni (primo piano), mentre al secondo piano a soli 4,00 euro è stato possibile ammirare la mostra Carta Bianca. Capodimonte Imaginarie (prorogata fino al 9 dicembre 2018) e Incontri Sensibili: Paolo La Motta guarda Capodimonte, a cura di Sylvain Bellenger, inaugurata lo scorso venerdì con l’avvio delle aperture serali e che porta per la prima volta al museo l’opera dell’artista napoletano a dialogare con la collezione storica di Capodimonte. La sensibilità plastica delle sue opere non è prigioniera di una specifica scuola o di una sola epoca artistica: il Rinascimento, il Seicento, l’Ottocento napoletano e l’astrattismo, scoperti proprio nella Reggia borbonica, sono ben coniugati nei suoi dipinti. La Motta si interessa a tutte le possibilità del linguaggio pittorico e rende la sua opera prova inconfutabile del ruolo che il Museo di Capodimonte ha avuto e continua ad avere sull’arte contemporanea. Il polittico Genny 2007, dedicato al giovane Genny Cesarano ucciso dalla camorra il 6 settembre 2015,ad esempio dialoga con cinque opere di Capodimonte realizzate con varie tecniche (pittura, disegno, fotografia, ceramica), appartenenti ad epoche diverse e accomunate dalla sacralità dell’infanzia: il Bambino Gesù, il busto di San Giovanni, l’impenetrabile ragazzo fotografato di spalle da Mimmo Jodice.

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