VOTTA A PASSA’

VOTTA A PASSA’

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di Mario Civitaquale

Napoli “Votta a passà” è un concetto napoletano che sintetizza una situazione per ora accettabile ma caratterizzata da avvisaglie di peggioramento a cui si può però ovviare soltanto fra breve tempo.

Ed oggi c’è qualche tifoso del Napoli che la pensa così.

Sembra assurdo nel turno di campionato che ha regalato la vittoria degli azzurri sul Milan al San Paolo e la sconfitta della rivale storica Juventus sul campo della Sampdoria.

Sembra assurdo se si guarda alla classifica di Serie A che vede i partenopei primi.

Sembra assurdo se ci si ferma a guardare il Napoli da tifosi e si prescinde dall’analisi del match.

O meglio dei match.

Si perché Chievo – Napoli e Napoli – Milan, in un modo o nell’altro, hanno dato la stessa indicazione: al Napoli serve un centravanti, e gli serve come il pane.

Innanzitutto per una questione fisiologica.

Sarri si fida ciecamente solo di Mertens, Insigne e Callejon che, ovviamente, non possono giocare al massimo tutte le partite.

E se non sono al massimo si vede eccome.

Secondo, per un motivo di natura tattica.

Al Bentegodi contro i clivensi, una punta fisica, alta, utile per le “spizzate” e le “sponde” a liberare i “piccoletti”,  avrebbe consentito agli azzurri, stanchi e imbrigliati dalla muraglia gialloblu, di tentare soluzioni diverse. E magari si poteva vincere.

Col Milan, all’opposto, quella stessa punta fisica, alta, utile a tenere palla per far salire la squadra già in vantaggio e farla rifiatare, avrebbe consentito agli azzurri di conservare il risultato con meno patemi.

Punta fisica che ad oggi non c’è, visto l’infortunio di Milik.

Attenzione con questo Mertens, il polacco ne avrebbe giocata una si e tre no; ma avere in rosa arruolabile uno così è fondamentale.

Per un mesetto il Napoli può stringere i denti, ma a gennaio bisogna intervenire.

Già ci si è giocati uno scudetto per il mancato intervento invernale sulla rosa, non deve succedere ancora.

Milik e lo stesso Ghoulam non torneranno in condizioni ottimali prima di marzo e così la coperta sembra corta.

E allora è indispensabile anche uno sforzo economico per scucire lo scudetto dal petto della Juve che da oggi, forse per la prima volta in sei anni, non è più la favorita.

sotto link reportage fotografico

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