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ISLAM E OCCIDENTE: SIAMO TUTTI IN PERICOLO?

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PARIGI – “Il nemico è in casa nostra e non vuole dialogare. Diventeremo l’Eurabia.” Oriana Fallaci, nel 2005, pubblicò questo discorso quando fu insignita dell’Annie Taylor Award, prestigioso riconoscimento statunitense, esprimeva considerazioni riguardanti la paura del mondo occidentale degli attacchi e le stragi inaspettate. L’11 settembre 2001 ha cambiato le coscienze e gli animi e l’analisi dei fatti ha trasformato le supposizioni in verità. Le Torri Gemelle crollano, poi è la volta della metropolitana di Londra e della stazione di Madrid, ecc. Gli integralisti, i terroristi colpiscono all’improvviso, anche se organizzano con minuzia doverosa i loro attacchi. Il kamikaze, il massacro sono come un virus in incubazione, trovano un posticino dove sistemarsi senza dare fastidio, si sviluppano e poi quando sono pronti attaccano e la loro forza distruttiva è direttamente proporzionale al tempo in cui erano lì, “in quel piccolo angolo silente a caricarsi”. Parigi, 7 gennaio 2015, due terroristi fanno irruzione nella redazione di Charlie Hebdo, armati di kalashnikov hanno commesso in cinque minuti l’attentato più cruento degli ultimi anni, l’episodio fa ripiombare la città e l’intera Europa nell’incubo del fondamentalismo islamico. La scena sviluppatasi nella reception del settimanale satirico è stata agghiacciante, i due uomini incappucciati e con indosso abiti di colore nero hanno aperto il fuoco lasciando a terra dodici cadaveri crivellati dai colpi dei mortali AK47. L’assalto porta la firma della jihad islamica e la colpa di Charlie Hebdo è stata quella di aver pubblicato alcune vignette satiriche su Maometto. La libertà di stampa costa la vita? Ieri però il commando armato composto dai due fratelli franco-algerini Said e Cherif Monachi, di 32 e 34 anni, legati alla rete terrorista yemenita e da poco rientrati dalla Siria, hanno spezzato la vita del direttore Stephane Charbonnier, dei giornalisti Jean Cabut, Tignons, Wolinski, Moris ed Honorè, del poliziotto Frank D., l’ospite Renaud ed il portinaio. Poi la fuga, i due killer salgono a bordo della loro auto, una Seat guidata dal 18enne Hamyd Mourad, investono un passante e giustiziano l’agente Merabet, freddandolo con un colpo alla testa, mentre era a terra ferito. Immagini di violenza inaudita riprese dai tetti ed una scia di sangue nel nome di Allah. Il nemico è davvero in casa nostra? Questi uomini “vendicavano il Profeta”.

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