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Intervista al professor Pino Buonadonna, candidato grillino per le prossime Elezioni Regionali della Campania

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NAPOLI – Si appropinqua, per la Regione Campania, uno dei traguardi politici più significativi: le elezioni per il rinnovo della giunta. Queste, oltre a rappresentare uno stimolo per la società civile, determinerebbero un radicale cambiamento per l’intero assetto istituzionale.

Le forze politiche nazionali scendono in campo desiderose di dare dimostrazioni pratiche: tra queste non manca il MoVimento5Stelle, che sale sul ring più carico che mai. I grillini, infatti, vogliono ancora una volta differenziarsi dai programmi elettorali classici, portando una ventata di nuovo tra gli elettori; noi di Napolisera.it, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare un candidato pentastellato alle regionali, Pino Buonadonna, professore a contratto di Diritto Tributario presso l’Università degli Studi di Salerno.

«Caro Pino, cosa rappresenta per te il MoVimento? In cosa consiste la svolta istituzionale che vuole apportare nella Regione Campania?»

«La speranza che la classe dirigente italiana possa moralizzarsi. Il Movimento la incarna, assecondando i miei ideali sociali. La Regione Campania ha una triplice dimensione: è comunità; è livello di governo; è parte del sistema politico. Alla continua ricerca di un proprio ruolo, ha attuato fino ad oggi una gestione asfittica e burocratica, più centrata sull’esercizio delle microfunzioni che non sulla rappresentanza della comunità regionale. A ciò si aggiunga che la reiterata violazione di regole e principi contabili e sul bilancio, come risulta da anni dalle relazioni dei Revisori e della Corte dei Conti, ne ha minato fortemente anche la credibilità formale. Dunque, serve una politica basata sull’idea di relazioni sociali forti, costruite su appartenenza o solidarietà territoriale, nello spirito della coesione sociale e dell’abbattimento delle disuguaglianze materiali.»

«A tal proposito, quali sono i punti in comune tra il programma nazionale dei cinquestelle e quello in vista delle elezioni?»

«I due programmi sono assolutamente speculari: in particolare, quello elaborato per le elezioni amministrative è qualificato dal costante riferimento all’assoluta trasparenza mediante rendicontazione. In altri termini, alla gestione dei compiti di pubblica necessità provvederemo con assoluta pubblicità delle risorse impiegate, dei tempi previsti e dei risultati conseguiti: una semplice “ricetta” che, guarda caso, i politici di professione impiegano molto, molto raramente.»

«Tra le innumerevoli falle della nostra Regione, quali credi siano le più urgenti da tappare? La nave, per usare una metafora, è vicina o lontana dall’annegamento?»

«Indubbiamente, la tutela della salubrità ambientale, della salute personale e collettiva nonché della sicurezza sono assolute priorità, insieme alla crescita occupazionale e alla riduzione del prelievo tributario e contributivo. Ma molto vorremmo fare anche sul piano dell’educazione civica; sono infatti convinto che, se i cittadini si comportassero con rispetto e osservanza delle regole, la qualità della vita ne beneficerebbe e il nostro territorio godrebbe di una vivibilità ben maggiore. Mi impegnerò strenuamente affinché ciò si realizzi.»

 

«Quali, invece, le cose positive, che non siano l’arte culinaria, il clima e il mare? Da dove credi che la macchina burocratica possa muovere i primi passi?»

«Dal rispetto delle regole di convivenza e dall’impegno sociale. In una realtà caratterizzata da tanti disagi esistenziali, le persone e non le lobbies, i contribuenti e non le banche devono suggerire la direzione al Governo centrale e, ancor di più, alle Amministrazioni locali.»

 

«Rispetto alla giunta uscente, quali sono le critiche e quali i meriti che possano rivolgersi a Caldoro?»

«Mi sembra che gli interventi realizzati dalla Giunta che si appresta a ricevere il giudizio del corpo elettorale siano stati poco numerosi, timidi, ed in buona sostanza non abbiano rappresentato una soluzione di continuità rispetto alle precedenti Amministrazioni di sinistra. Inoltre, quando delle vicende politiche divengono materia di interesse dei Magistrati, pur col garantismo che deve sempre fare da corollario a tali apprezzamenti, la valutazione non può certo dirsi positiva.»

 

«Ideologia o anti-ideologia, quale credi sia la strada per avvicinare i giovani alla politica? Credi che queste elezioni possano maturare nei ragazzi una maggiore coscienza?»

«Le ideologie sono sempre fuorvianti, a mio modo di vedere: l’importante è cogliere la necessità di operare lealmente e onestamente. Credo che l’unica ideologia che non abbia mai mostrato il fianco al giudizio della storia, sia stata il credo nel rispetto delle norme e nella correttezza dell’agire, come singoli e come cittadini.»

 

«Sin dalla sua ascesa in politica, lo stesso Grillo ha sottolineato un concetto fondamentale: far sì che i cittadini prendessero coscienza del proprio potere; in cosa credi possa consistere, nell’odierno stato di cose, il potere della società civile?»

«Qualcuno di molto illustre in passato ha detto che la democrazia è la tirannia della maggioranza: ma nei fatti, quando una piccola minoranza detiene tutto il potere economico, (lobbies, banche, multinazionali), essa riesce a corrompere la politica e a tiranneggiare sui cittadini. Ecco, il potere della società civile è appunto quella maggioranza di cittadini liberi e dignitosi, che dobbiamo assolutamente restaurare.»

 

«Lo strumento della democrazia diretta dei pentastellati, come credi possa influire in queste elezioni?»

«Siamo l’unico Movimento, cioè autonomia sociale e di cittadinanza attiva. Le altre formazioni sono partiti politici. La nostra struttura è aperta, ognuno vi può accedere. Ti sembra che nei soggetti politici tradizionali sia forse così? O piuttosto, che tutto si decida e si consumi nel chiuso delle stanze? Consentimi l’unica citazione: il nostro è un sistema performativo, noi agiamo esattamente come affermiamo di fare.»

 

«Personalmente, qual è stato lo sprone che ti ha indotto a questa candidatura? In quale cambiamento speri maggiormente?»

«Nella moralizzazione, nell’etica privata e in quella pubblica. È un sentire risalente, profondo e consapevole. Questo è il cambiamento per cui lottiamo e che tutti dovrebbero augurarsi!»

«Noi di Napolisera.it ti ringraziamo per la cortese disponibilità, e ti facciamo un forte in bocca al lupo per i tuoi progetti, politici e non!»

«Sono io a ringraziare tutti Voi, per l’accoglienza e lo spazio che mi avete gentilmente offerto.»

 

 di Paolo Leardi

 

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