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TERRA DEI FUOCHI: UN ANNO DOPO

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NAPOLI. La legge bilancio è entrata in vigore circa un anno fa, Legambiente ha voluto stilare un dossier su quanto è cambiato durante questo periodo in Campania.

Ritardi, poche analisi sui terreni, progetti di bonifica assenti, falde non risanate e dati epidemiologici preoccupanti determinano un’azione fallimentare da parte del governo.

Il decreto “Terra dei Fuochi” è stato convertito in legge il 6 febbraio 2014, il provvedimento mirava a ripristinare la situazione di emergenza ambientale di un’area compresa tra le province di Napoli e Caserta, dove discariche abusive e roghi tossici da decenni deturpano il territorio.

Ciò aveva contribuito a far precipitare le esportazioni alimentari della Campania, soprattutto di prodotti di eccellenza come la mozzarella di bufala.

Legambiente rende noto che gli unici dati presentati dai ministeri delle Politiche agricole e forestali, dell’Ambiente e della Salute sullo stato di contaminazione risalgono all’11 marzo 2014, laddove erano previste bonifiche, i cantieri non sono neanche partiti, senza contare che non è in programma il risanamento delle falde contaminate nè l’analisi o la caratterizzazione dei suoli e delle acque.

Tutto mentre, secondo una ricerca condotta dall’Istituto superiore di sanità(Iss), vi è un aumento dell’ospadalizzazione e della mortalità nei comuni compresi nell’area a causa di patologie tumorali di diverso genere.

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