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In molti si mobilitano per sostenere la famiglia di Ivan Grimaldi, "il guerriero di Scampia"

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Napoli – Erri De Luca, Maurizio De Giovanni e altri scrittori e giornalisti firmano un appello per sostenere la famiglia di Ivan Grimaldi, il giovane disabile di Scampia scomparso senza aver ricevuto un alloggio dignitoso che attendeva da anni. Ecco il racconto di Isabella Borghese Ha lottato per anni per chiedere un alloggio dignitoso, simbolo delle condizioni in cui vivono le persone nelle Vele di Scampia. Ivan Grimaldi, il “guerriero” come era soprannominato dai cittadini del quartiere, è scomparso il 5 luglio scorso. Isabella Borghese, giornalista e scrittrice che con Unione Inquilini e Comitato Vele ha seguito la vicenda di Ivan, pubblica l’appello di cui è prima firmataria e che vede tra le prime adesioni quelle di Erri De Luca e Maurizio De Giovanni. Sul suo blog del Fatto Quotidiano Borghese racconta l’obiettivo di questo appello a sostegno della famiglia di Ivan: “Genitori senza un lavoro e in attesa per settembre 2015 di un nuovo alloggio che – come gli altri 5 casi di disabilità dei nuclei delle Vele – gli verrà consegnato nei prossimi mesi. L’ha dichiarato Luigi De Magistris in una recente intervista: “A settembre la famiglia di Ivan avrà un alloggio nuovo. Il Comune darà case ai disabili di Scampia”. Fa piacere a tutti sapere che finalmente la famiglia di Ivan riceverà quello per cui lottava. Una lotta in cui Ivan, va ricordato, mai dimenticato, è stato sempre attivo, non solo per se stesso – raccontava con il suo carattere, forte e generoso – ma anche per le persone con la sua stessa vita. Eppure oggi l’amarezza è tanta, uno stato d’animo condiviso tra chi conosceva la storia di Ivan. Stringe il cuore sapere che in questo passaggio dall’alloggio nelle Vele a un altro più dignitoso non ci sarà a varcarne la soglia lui, “il guerriero di Scampia”, ma solo il suo ricordo ad accompagnare la famiglia. Stringe il cuore, sì, ma pensiamo a chi resta, a chi è qui, vivo e continuerà a lottare: pensiamo ai genitori di Ivan. Oggi nelle Vele, va ricordato, sono rimasti loro. Non hanno lavoro e vivono senza sostegni economici. Dimenticare Ivan e la sua battaglia non sarà possibile. “Il guerriero di Scampia”, così piace a tutti ricordarlo, continuerà a esistere nella memoria e nelle battaglie che verranno portate avanti. Ma a partire da un profondo senso di solidarietà, dal valore della sua lotta, dalla cura per chi resta, dal pensiero di Anna e Antonio che dopo il funerale hanno passeggiato dietro il carro funebre fino alla Vela Gialla, perché la salma di Ivan passasse per l’ultima volta lì dove è nato e cresciuto, a partire da tutto questo così come è avvenuto nel 2011 sosteniamo di nuovo, con forza, questa famiglia”. L’appello invita istituzioni, fedeli sostenitori di Ivan, amici, conoscenti, associazioni, stampa e chi vorrà esprimere solidarietà: è possibile donare cliccando su questo link

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