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La viola si inchina a Gonzalo Higuain

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TURIN, ITALY - MARCH 17: Gonzalo Higuain of SSC Napoli celebrates after scoring the opening goal during the Serie A match between Torino FC and SSC Napoli at Stadio Olimpico di Torino on March 17, 2014 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Napoli – Esistono film nei quali è immediatamente intuibile chi sarà il protagonista; lo si capisce dalla locandina, o già dalle prime scene.

Chi ha visto “Balla coi lupi”, ha da subito la percezione che uno straordinario Kevin Costner sarà colui che delizierà più di altri la platea per l’intera proiezione; lo stesso dicasi per “L’attimo fuggente” “dominato” da un magnifico Robin Williams.

Esistono poi altri film dove non c’è un unico protagonista, ne sono esempi “I Mercenari” o “Ocean’s Twelve”.

Vi sono, infine, film dove l’effettivo protagonista, quello che farà emozionare il pubblico, che compirà l’impresa decisiva, emerge chiaramente solo alla fine.

Un film di quest’ultimo tipo è andato di scena il 18 ottobre 2015 allo stadio San Paolo di Napoli, dal titolo “Napoli-Fiorentina”.

Si trattava di un film attesissimo, che faceva gola ai più già da quindici giorni prima, un film che ha fatto registrare un record di incassi, i cui attori erano di fama internazionale.

Ad accrescere l’attesa contribuiva il fatto che nessuno prima di guardare lo spettacolo poteva immaginare chi fosse il reale protagonista: tanti ottimi interpreti ma chi avrà il ruolo principale?

Guardando il primo tempo, prendeva corpo la sensazione che fosse un film con due co-protagonisti, Maurizio Sarri e Paulo Sousa, capaci di mettere in campo due squadre che, per intensità, ritmo, tenacia, si annullavano a vicenda.

Ogni tanto si pensava però che fosse questo o quell’altro elemento in campo a fungere da protagonista, per come stava recitando: Allan, Reina, Borja Valero,Badelj.

Finiva il primo tempo, il pubblico tra uno snack e l’altro dibatteva su chi potesse assurgere al ruolo di “prima donna”, senza però trovare una risposta univoca.

Ecco che ad inizio secondo tempo, un lampo di Hamsik lancia Insigne che con un tiro capolavoro porta in vantaggio il Napoli.

Le ombre sembrano diradarsi: che sia Lorenzo Insigne il protagonista.

“Si però”, qualcuno obiettava, “il primo tempo del ragazzo è stato un po’ in ombra”.

Uscito Insigne, i dubbi si infittiscono: grande spettacolo, divertente, avvincente ma un protagonista non può uscire di scena a metà film. E allora chi è l’attore principale?

Grandissimo gol di Nikola Kalinic, che anticipa il tiro infilando l’incolpevole Reina; un gol da Oscar, tant’è che molti pensavano di aver finalmente compreso chi fosse l’interprete primario del film.

“Si ma Kalinic, a parte il gol, si è visto poco” giustamente si diceva.

Nel frattempo la proiezione si avviava verso i titoli di coda, mancava poco più di un quarto d’ora ed il pubblico si rassegnava ad un grandissimo film ma senza attori principali.

Poi è successo. Un attaccante degli azzurri, uno col nove sulle spalle, letteralmente ruba palla e conclude l’azione con un gol sensazionale; lo stesso ragazzo che nel primo tempo aveva lottato su ogni contrasto, fatto salire la squadra, incitato continuamente il cast, anche rimproverandolo quando serviva, e mostrato tocchi da fuoriclasse puro, “pulendo” ogni pallone sporco che riceveva.

Fu così che il nome di quel ragazzo, come quello di ogni grande protagonista, venne urlato da quarantamila persone che, in fondo, erano lì per lui: Gonzaloooo Higuain”.

Così quando il pubblico è uscito dall’impianto, estasiato, sapeva di aver scoperto solo alla fine una cosa che, in realtà, aveva sempre saputo nell’intimo.

Si perché quando si tratta di recitare nei film-capolavoro, in quelli da Oscar, quando si tratta di interpretare la parte principale, di chi fa emozionare, applaudire, il protagonista è sempre lui.

 

 

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