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Insigne, il cuore oltre le offese

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Napoli – Un Napoli spietato vince anche a Verona, sbancando lo stadio Bentegodi e dando seguito ad una serie positiva che in campionato dura ormai da tre mesi.Partita non facile con gli scaligeri che, nella prima frazione di gara, si difendono ordinati, concedendo agli azzurri, padroni del campo, solo tiri dalla lunga distanza.

Secondo tempo con le squadre più lunghe sul terreno di gioco, Verona più propositivo con diverse sortite nella metà campo avversaria; di fatto, un suicidio.

Si perché lasciare campo al Napoli di Sarri non è mai una buona idea: 67’, grandissimo inserimento di Insigne, tiro di una precisione chirurgica, palo-gol; 73’, percussione di Insigne sulla corsia di sinistra, assist al bacio per il solito Gonzalo Higuain. Pratica archiviata.

In narrativa, ma anche negli spettacoli teatrali e cinematografici, il protagonista, termine nato nell’antica Grecia, sta ad indicare il primo attore di una compagnia teatrale mentre il deuteragonista rappresenta il secondo personaggio per ordine di importanza.

L’argentino, almeno per un giorno, ha accettato di recitare questo secondo ruolo, lasciando all’altro, il ragazzo di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, la performance del ruolo di protagonista.

E, d’altronde, per chi un po’ alle favole ci crede, non poteva che andare così.

Anche quest’anno infatti, la tifoseria veronese non ha fatto mancare insulti al popolo partenopeo.

Bersaglio principale chi di quel popolo, in campo, era il rappresentante assoluto, il “napoletanissimo” Lorenzo Insigne, oggetto di fischi ed offese personali.

All’inizio il ragazzo sembrava risentirne, sbagliando giocate facili e prendendosi un’ammonizione per eccesso di nervosismo, con il pallone scagliato in tribuna; poi, ha deciso di reagire nel modo che meglio sa fare, da fenomeno puro, ferendo la tifoseria veronese con un gol ed un assist.

La sua maturazione la si è visto anche nell’esultanza: niente corsa sotto la curva scaligera, niente gestacci, niente polemica, ma solo manifestazione di attaccamento alla maglia azzurra e un abbraccio, sentito, a Maurizio Sarri.

Tutti i napoletani appassionati di calcio sanno che battere il Verona vale più di tre punti; è un mettere a zittire insulti, un’esultanza diversa, più appagante. Ed il tutto si enfatizza quando a regalare questa soddisfazione è proprio un napoletano.

Da oggi Higuain, come è giusto che sia, tornerà a recitare il ruolo di primo attore ma ieri, a Verona, è giusto che il protagonista sia stato un altro.

di Mario Civitaquale

 

 

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