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Nuova galleria d’arte inaugurata dal gruppo AZIMVT a Pomigliano d’Arco: l’arte contemporanea raccontata da 16 talenti

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POMIGLIANO D’ARCO – Sull’onda di delicate note classiche e dei colori delle molteplici opere esposte alle pareti, quella di sabato 21 novembre è stata davvero una serata vorticosa. Come era già stato preannunciato, presso lo studio CENTAURUS.it di Pomigliano d’Arco (NA) si è tenuta infatti l’inaugurazione di una piccola galleria d’arte contemporanea di tutto rispetto. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2016, è una vivace iniziativa promossa dal gruppo di artisti AZIMVT che lo scorso aprile aveva raggiunto già la ribalta con una mostra collettiva allestita a Napoli presso il Castel dell’Ovo. Nome singolare quello dell’associazione che trae origine dal lessico geografico per indicare, in una dimensione artistica, uno spazio colmo di idee, “l’angolo che si crea prendendo in considerazione un potenziale punto (lo spettatore) e una stella (l’artista) e congiungendoli con la linea dell’orizzonte (l’arte)”.

Ebbene, sabato, fra un manicaretto e l’altro gentilmente offerti a un buffet, i presenti hanno innanzitutto potuto godere dell’elegante performance musicale di Eliana Cimitile e Nazarena Ottaiano in concerto. Dopodiché a occuparsi degli onori di casa è stato l’antropologo dott. Marco Fiore che ha guidato gli ospiti fra le opere illustrando a tutti le intenzioni recondite di ogni autore. Troppo spesso infatti l’arte contemporanea non viene apprezzata dalle persone, spiega il dott. Fiore, perché la reputano complessa e ostica. In realtà la sua lettura è maggiormente criptica solo perché forse è più concettuale e sicuramente la più intima per chi la esegue.

Lungo il bianco delle pareti è stato possibile ammirare le opere di Angela Sodano in cui la predominanza dei colori scuri in realtà è solo un contorno ed è protagonista assoluta la luce che, con dei giochi che potremmo azzardare a definire quasi caravaggeschi, scivola fra le figure unendo le anime. I visitatori hanno contemplato la tridimensionalità e la semplicità delle linee delle opere di Carla Merone; gli acquarelli di Cristina Sodano, con le sue linee scelte e simmetriche, o ancora gli effetti chiaro-scuro nelle opere di Emilia Currarone che, con penetranti occhi, sembrano voler interrogare l’anima di chi osserva. Nella galleria abbiamo inoltre i lavori di Angelo Davino con i suoi giochi di luci, l’attenzione posta sulla figura della donna e i dettagli; i disegni del già noto artista francese Christophe Mourey che, con la semplicità e l’eleganza di linee e colori, evocano nello spettatore emozioni sempre nuove. Spiazza il pubblico l’esoterismo napoletano di Danilo Spiteri che, con il suo stile fumettistico, insegna a schernire la morte e non solo ad averne paura. Diverte invece l’irriverenza delle opere immediate di Delia Ferreri i cui soggetti spaziano dal dettaglio a delle surreali panoramiche del golfo di Napoli, sempre offerti all’osservatore come un mix di pittura e collages fumettistici, di immagini e linguaggio verbale. Ci sono le fotografie di Enza Martinisi in cui ora la quotidianità irrompe nella confusione e ora sembrano evocare l’essenza primitiva dell’essere umano come a voler fare un’analisi di diverse realtà. Colpiscono i colori quasi fiamminghi di Giuliano Piccolo che estrapola immagini dalla quotidianità per rielaborarle a modo suo mediante tecniche di grafica artistica. Il percorso non termina qua: segue la sovrapposizione di più elementi nell’opera di Lucia Schettino che sembra esprimere vigore, critica, distruzione e voglia di rinnovamento allo stesso tempo. Inquietudine e polemica grida l’arte spregiudicata di Mario Biscetti con i riferimenti alla massoneria e agli Illuminati, i contrasti di forme e colori. Protagonista delle opere di Giada Piccolo è invece la donna, con la sua sensualità e i suoi sguardi, anche inserita in differenti culture. Con Ilaria Auriemma l’elemento femminino ritorna e regna in opere desiderose di raccontare le donna nel corpo e nell’anima attraverso luci che sembrano sciogliersi e ricomporsi. Ivan Chianese si sofferma sul concetto dei sensi e in particolare sulla bocca intesa non solo come gusto, ma come strumento per raccontare e raccontarsi (è del resto il concetto chiave dell’art-talk). Infine c’è Nicola Borrelli che propone una dimensione onirica composta da realtà e verità in piccole opere fotografiche che suggeriscono un effetto quasi da cartolina.

Ogni artista uno stile, un modo di esprimersi. Ogni opera un viaggio, una fonte di emozioni per chi osserva. Un progetto intraprendente e ambizioso dunque quello di AZIMVT per dare visibilità, anche fra i meno dotti in materia, all’arte contemporanea e soprattutto, come ha scherzato con le parole Christophe Mourey durante la presentazione, a degli artisti emergenti in questo periodo di emergenza per l’arte e la cultura.

 
di Valentina Mazzella

 

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