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“Apritemi le porte della giustizia”: ecco il via al Giubileo della Misericordia

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Roma – “Apritemi le porte della giustizia” sono le parole del salmo 117 che papa Francesco ha pronunciato spingendo e spalancando la Porta Santa questa mattina, avviando finalmente il Giubileo della Misericordia. Come aveva annunciato lo scorso 13 marzo, l’anno santo ha avuto inizio nel giorno dell’Immacolata Concezione, sebbene in realtà il mondo ne abbia avuto già un’anticipazione il 29 novembre con l’apertura della Porta Santa a Bangui durante il viaggio di Bergoglio presso la Repubblica Centrafricana. L’evento durerà un anno, terminando il 20 novembre del 2016. Stamane fin dalle prime luci dell’alba i fedeli hanno atteso, resistendo a lunghe file e sottoponendosi a innumerevoli controlli. Il tutto per assistere al fatidico momento della Porta Santa. L’inizio è stato suggellato da un abbraccio sul sagrato fra papa Francesco e l’emerito papa Benedetto XVI. La celebrazione fortunatamente non è stata ostacolata da alcuna difficoltà e, nell’era digitale, al termine della mattinata il pontefice ha lanciato il suo auspicio in un tweet: “che il Giubileo porti a tutti la bontà e la tenerezza di Dio”.

Per comprendere pienamente il significato dell’uso religioso che oggi i cristiani si accingono ad accogliere con gioia è sicuramente opportuno conoscerne le radici e la storia. Ad esempio sapere che trae origine dall’anno santo del giubileo ebraico durante il quale la terra veniva lasciata a riposo e soprattutto la libertà veniva concessa agli schiavi. Così, per analogia, papa Bonifacio VIII nel 1300 indisse il primo Giubileo cristiano della storia volto alla remissione dei peccati e alla liberazione dalle catene del male. Remissione conferita tramite indulgenze a tutti coloro che si recavano in pellegrinaggio a Roma, ieri come oggi, per partecipare ai relativi riti religiosi. In quel primo anno santo a migliaia i fedeli si recarono in visita alle tombe apostoliche presso la Basilica di San Pietro e San Paolo per ottenere, dopo essersi confessati, il perdono. Veniva inoltre richiesto loro di restare in visita per 30 giorni nel caso dei romani e per un minimo di 15 per i pellegrini provenienti da lontano. Con papa Giovanni Paolo II e il Giubileo del 2000 l’indulgenza fu estesa anche a coloro che seguivano la celebrazione da casa tramite radio o televisione. All’epoca del 1300 fu stabilito che un nuovo giubileo ci sarebbe stato ogni 100 anni. Successivamente si proposero intervalli minori: ogni 50 o 33 anni. Questo fino a papa Paolo II (1464 – 1471) che dal 1475 propose che un nuovo anno santo cadesse ogni venticinque anni. Quello indetto da papa Francesco, invece, è un “Giubileo straordinario” come lo furono quello di papa Pio XI nel 1933 e l’altro di Giovanni Paolo II nel 1983.

Un Giubileo straordinario in questo periodo di corruzione e degenerazione per testimoniare il Vangelo, spiega il pontefice. Un Giubileo straordinario in questa fase critica di paura collettiva di fronte la minaccia del terrorismo nella speranza di riscoprire i valori di Misericordia e Carità di quel cristianesimo che tanto si difende e si rivendica solo a parole quando si borbotta di presepi e canti nelle scuole. Un Giubileo straordinario in nome di quel “Non temete” o “Non abbiate paura” ripetuto nelle Scritture ben 365 volte, come i giorni di un anno non bisestile, per dimostrare al mondo che bisogna affrontare le paure e vincere il terrorismo soprattutto continuando a condurre la propria vita.

 
Di Valentina Mazzella

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