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Emergenza piccioni a Pomigliano d’Arco

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POMIGLIANO D’ARCO – L’emergenza c’è, solo che non si capisce se sia tale per gli esasperati cittadini o per gli sventurati piccioni. In breve il fatto: sabato 16 aprile il Comune si è finalmente mobilitato per porre soluzione alla principale causa del degrado igienico che imperava sotto al ponte di via Cosimo Miccoli di Pomigliano d’Arco (NA), verso Castello di Cisterna. Gli operatori hanno cacciato via i colombi che avevano nidificato sulle travi e hanno sistemato una rete come impedimento al ritorno dei pennuti.

La situazione era infatti diventata insostenibile. I passanti che attraversavano a piedi il tratto – inevitabile per chi fosse della zona – erano costretti a camminare ogni volta col naso all’insù allo scopo di evitare di passar sotto alle decine di piccioni che minacciavano di fare i propri bisogni da un momento all’altro sullo sfortunato malcapitato di turno.

Il risultato è stato il malcontento innanzitutto degli uccelli sfrattati. Oggi ancora li si può vedere aggirarsi nei dintorni del ponte quasi come in protesta. Alcuni abitanti delle case vicine hanno trovato qualche piccione elemosinare alloggio nei balconi.

Tuttavia il reclamo più serio è stato rivendicato dagli ambientalisti di Fare Ambiente, coordinati dal comandante Fico, che hanno prontamente notato come, durante il lavoro,  accidentalmente alcuni piccioni fossero rimasti chiusi nella rete. Hanno pertanto chiesto il soccorso dei Vigili del Fuoco che hanno provveduto a elaborare quattro uscite a imbuto dalle quali, per un particolare meccanismo, il passaggio è consentito solo uscendo. Ed è stato effettivamente così. I colombi intrappolati hanno ritrovato la libertà, ma gli ambientalisti denunciano il dramma dei piccoli nei nidi che moriranno di fame senza nessun esemplare adulto che possa entrare per sfamarli. Un po’ di malanimo anche nei confronti dell’associazione Agriambiente Campania le cui guardie ecozoofile, stando a un comunicato-stampa di Fare Ambiente, non avrebbero collaborato attivamente all’operazione di difesa e salvataggio dei colombi.

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Dal film “Fievel sbarca in America” di Don Bluth (1986).

Oggi fioccano opinioni divergenti e anche un po’ di astio. A pensarci bene a ognuno le sue ragioni di fatto legittime. Non hanno torto gli ambientalisti la cui principale e doverosa preoccupazione è che non vengano commessi reati contro la fauna e l’ambiente. Tuttavia hanno ragione anche i cittadini esausti per la nauseante e indecorosa condizione dei marciapiedi sotto al ponte causata dai piccioni che, ricordiamo, sono notoriamente portatori di malattie. Da una parte la natura, dall’altra un pericolo igienico-sanitario.

Un po’ per sberleffo, torna alla mente l’immagine di Henri, il piccione francese che nel film di animazione “Fievel sbarca in America” (1986) cantava “Mai dire Mai” dall’alto della Statua della Libertà ancora in costruzione. Ebbene, noi con lui vogliamo confidare genuinamente in quel “Mai dire Mai” e sperare che le polemiche abbiano un giorno fine e dei risultati di senso vengano al più presto raggiunti.

Di Valentina Mazzella

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