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“Captain America: Civil War”, incassi da eroi per gli Avengers

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Recensione – Poche cose da dire. Per il resto un film tutto da vedere. Ovviamente, affinché il prodotto venga apprezzato, allo spettatore è richiesto di avere già una certa familiarità con il mondo Marvel. In caso contrario si corre il rischio di scaldare la poltrona della sala-cinema per due ore e mezzo di proiezione senza riuscire a cogliere tutto.

Per gli appassionati invece la produzione è stata una chicca caduta dal cielo. Soprattutto dopo la delusione sortita dal recentissimo “Superman VS Batman – Dawn of Justice” di Zack Snyder in cui i due supereroi, tanto per dirne una, purtroppo sembrano prendersi a botte senza dei motivi concretamente validi.

Del successo di “Captain America: Civil War” parlano chiaro innanzitutto gli incassi da oltre un miliardo di dollari nel mondo che la pellicola ha raggiunto al botteghino in tempo record. Grandi effetti speciali negli scontri fra i protagonisti e dialoghi asciutti, ma d’effetto. Un film dalle dinamiche singolari che non ci propina la solita storia della lotta del supereroe contro il cattivo di turno. Inutile sottolineare le ottime performance recitative del cast che vanta interpreti come Chris Evans (Steve Rogers – Captain America), Robert Downey Jr. (Tony Stark – Iron Man) e Scarlett Johansson (Natasha Romanoff – Vedova Nera).

Spider-Man-Captain-America-Civil-War
Spider Man in una scena del film.

Il merito del favorevole trionfo del film sul grande schermo spetta sicuramente alla regia dei fratelli Antonhy e Joe Russo, i quali sono riusciti a giostrare una quantità spropositata di personaggi, riuscendo ciononostante a caratterizzare bene il profilo di ciascuno. E per inciso, si tratta di ben dodici supereroi! Si va dai classici Captain America, Iron Man, Vedova Nera e Occhio di Falco al Soldato d’Inverno, Falcon e War Machine. Non mancano supereroi con un minore numero di apparizioni alle spalle come Wanda, Visione e Ant-Man e la presentazione del supereroe Pantera Nera, quasi sconosciuto – per quanto poco noto – al grande pubblico. Tuttavia il vero fiore all’occhiello resta senz’altro il brioso ingresso di un giovanissimo Peter Parker adolescente. Poco importa se la ‘veneranda’ zia May ci sconcerti un tantino apparendoci davvero molto poco vecchia rispetto ad altre trasposizioni cinematografiche. Il chiacchierone ragazzo del Queens nei panni di un simpatico Spider-Man alle prime armi fra i senior già da solo vale il prezzo del biglietto.

Di Valentina Mazzella

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