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Pianura: la Circumflegrea dice addio alla stazione di La Trencia

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PIANURA – Passamontagna e pistole giocattolo, danni alle auto e olio sparso nell’ingresso per far scivolare i malcapitati di turno: sembrano gli espedienti usati dal monello di “Piccola peste” o da Kevin in “Mamma, ho perso l’aereo”. Eppure qui di divertente non c’è nulla. I film di intrattenimento per la famiglia sono distanti. Sono solo alcune delle meschine trovate messe di recente in atto con frequenza da alcuni teppisti presso la stazione della Circumflegrea di La Trencia a Pianura.

La situazione è diventata a tal punto insostenibile che il Presidente Eav ha comunicato che: “In assenza di atti concreti a tutela della pubblica e privata incolumità, questa società si vedrà costretta a chiudere al pubblico tale impianto a far data dal 14 agosto”.

Mercoledì 3 agosto c’è stata un’ultima aggressione particolarmente violenta ai danni di due clienti e di una guardia giurata. Chi è rimasto sul lavoro dopo di essa, l’ha fatto in evidente stato di shock. A partire dal giorno seguente gli operatori di turno in stazione hanno comunicato lo stato di malattia per non recarsi sul posto.

Il presidente della holding dei trasporti, Umberto De Gregorio parla di “giovinastri”, teppisti che hanno scelto la stazione di La Trencia come “palestra per il loro vandalismo”. Gli agguati agli utenti vengono organizzati lungo le scale mobili, all’ingresso e ai tornelli.

Pertanto, alla luce di questi gravi episodi, un paio di giorni fa De Gregorio si è visto costretto a scrivere a prefetto, carabinieri, sindaco, regione e municipalità per dare un ultimatum sulla fermata della Circumflegrea di Pianura. Come si diceva, dal 14 agosto la stazione di La Trencia dovrebbe esser chiusa per vandalismo.

Sono tante le considerazioni che sorgono spontanee. Esprimono tutte sgomento e indignazione. Ha senso privare un’intera comunità di un servizio pubblico per darla vinta a una manciata di giovani criminali? Dov’è la giustizia in tutto ciò? Chiudere la stazione di La Trencia per vandalismo sarebbe una bandiera bianca di arresa che sventola vergognosamente a discapito delle persone oneste vittime del vandalismo in questione. Un atto di rassegnazione. Intollerabile. Inaccettabile per Napoli che oggi ha bisogno di atti di coraggio e non di passi indietro. E se i teppisti passassero alla “conquista” di altre stazioni come si agirebbe? Chiudendo anche i tornelli di tutte le altre fermate della Circumflegrea? Si necessita di un polso fermo con i delinquenti. Sono loro il problema da cancellare, non la stazione di La Trencia. Dove la violenza regna sovrana, le risposte dovrebbero essere maggiori controlli, più forze dell’ordine, più amor proprio. In attesa di polemiche e risvolti concreti, il sogno è che a Napoli venga il giorno in cui non ci sia più spazio per la paura. La speranza è che le coscienze si sveglino e si assumano seriamente le proprie responsabilità, che in un futuro non troppo lontano le istituzioni rispettino i rispettivi doveri e gli impegni presi.

Di Valentina Mazzella

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