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Arte e disabilità – In esclusiva incontriamo l’artista napoletano Giovanni Mangiacapra

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Nel viaggio di napolisera.it nel mondo dell’arte e della disabilità, incontriamo Giovanni Mangiacapra, un artista affetto da focomelia, una grave malformazione per cui gli arti superiori; una disabilità, la sua, che non ha però intaccato il suo desiderio di ‘Arte’.

Giovanni con la Sua interessante gentilezza e appassionato della sua arte ha subito accettato di parlaci di lui e della sua arte a rappresentanza di una vigorosa e vivace profondità del suo animo di “umano”
Da dove nasce la pittura di Giovanni Mangiacapra?

La mia pittura, comincia in età molto giovane, già negli anni nel 70’ quando ero ospitato presso il Centro Don Gnocchi di Parma disegnavo e coloravo paesaggi invernali su stoffa poi, da lì, non mi sono mai fermato. Scoprire la pittura come fatto naturale che mi apparteneva è successo poi con il tempo, oggi per me dipingere significa esprimere il mio quotidiano, amo farlo perché mi permette di essere libero.

 

Qual è stato l’iter della sua carriera artistica?

La mia carriera artista prosegue ormai da molti anni, con piacere ricordo la mia prima mostra personale nel mio quartiere di Ponticelli nel circolo del Gian Battista Vico, per me fu una grande emozione artistica. All’epoca dipingevo le fabbriche, le case ma già guardavano alla natura come processo da difendere, da curare da amare.

 

Ha frequentato dei corsi o tutto è frutto del suo estro creativo?

Si sono un autodidatta, quando scopri l’arte che sta dentro di te le tecniche vengono dopo, se mai non bisogna perdere la propria autenticità naturale di fare e vedere le cose. Certo si diventa “grandi” ed anche qui bisogna continuare ed avere una linea, una condotta che affronti l’arte con onestà artistica.

 

Potrebbe brevemente riassumere la sua biografia?

La mia biografia come artista è abbastanza lunga ma la si può ripercorrere in breve sul il mio sito www.giovannimangiacapra.it.

 

Qual è il messaggio delle sue opere e della sua vita dedicata all’arte?

Il mio messaggio è sempre stato semplice ed in linea con il mio modo di essere artistico e culturale; fare arte è come essere in simbiosi con la natura e con le persone, difendere e proteggere il nostro ambiente ed il mondo che in modo spontaneo ci offre tutto ciò che può servire ad un artista per interpretarlo attraverso i suoi occhi. Oggi i paesaggi naturali/urbani possono essere visti in tanti modi, l’importante è non perdere il contatto con l’essere se stesso anche in modo selvaggio che non guasta mai!

 

In quali circostanze si sente maggiormente ispirato?

L’ispirazione resta quasi un fatto magico, un qualcosa che arriva quando meno te lo aspetti e devi essere pronto a cogliere questo dono; certo i sentimenti le proprie emozioni sono importanti, i rapporti sociali e culturali e di relazioni sono anche essi a volte determinanti e pesano nella propria vita, tutto questo deve diventare ed essere un alchimia e qui che l’ispirazione gioca e lavora con l’artista.

 

Secondo “Giovanni”, come l’arte e la disabilità riescono ad interconnettersi?

L’arte e la disabilità vivo in armonia con chi fa l’artista, la mia condizione non è uno “svantaggio” tutto il mio corpo partecipa al compimento artistico mi sento organico nel partecipare al campo artistico, certo molte vote mi servo, di persone che mi aiutano ma sono sempre “speciali” perché comprendono ciò che sto facendo. L’arte e la disabilità lavorano bene insieme io penso di essere stato un fortunato nel aver scoperto di possedere questo dono nella mia vita.

 

 

 

 Se dovesse indicarci un suo lavoro quale mette meglio a fuoco la sua personalità artistica?

Io amo la mia pittura tanti dipinti rappresentano un momento particolare, tutti hanno una storia, raccontarli diventa faticoso, basta osservarli.

 

Quale messaggio è possibile leggere nei suoi quadri?

I messaggi sono tanti, nei miei lavori ci sono io che rappresento ciò che vedo e faccio, questa e la mia arte, sicuramente fare l’artista significa incontrarsi con gli altri e dialogare, significa esprimere anche il proprio modo di vivere, vedere e raccontare il mondo e la propria vita.

 

Ci lascia un suo contatto per chi volesse seguire ed ammirare la sua arte?

Basta seguirmi il mio sito e per chi vuole basta mettersi in contatto, www.giovannimangiacapra.it

 

Progetti per il futuro?

Sono tanti, la voglia non mi manca, anche questa intervista è stata un progetto.

 

Ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato, ci viene in mente una frase di Pablo Picasso:

“Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole”.

Giovanni grazie alla sua arte e intelligenza ha trasformato la macchia gialla nel sole che illumina forte la sua passione, abbattendo ogni barriera mentale e materiale.

 

Di Giuseppe Musto

 

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