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DA HIGUAIN ALLA ROSA, SI VINCE COSI’

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Napoli – Chiuso il calciomercato, il Napoli si scopre più forte.Certo ha perso uno dei dieci calciatori più forti al mondo; ma adesso ha due squadre.

Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Milik, Mertens.

Sepe; Maksimovic (Maggio), Tonelli, Chiriches (Maksimovic), Strinic; Rog, Diawara; Zielinski; Giaccherini, Gabbiadini, Insigne.

Risulta difficile dire quale sia l’ “11 titolare”.

Con i “magnifici sette” acquistati nelle sessione estiva di mercato, De Laurentiis e Giuntoli hanno completato la rosa con profili in grado in primo luogo di offrire un degno cambio a chi scende in campo; ma si tratta anche di elementi duttili, idonei a ricoprire più ruoli, dando a Sarri la possibilità di cambiare schema all’occorrenza.

Giaccherini può fare la mezzala sinistra, come agli ultimi Europei, o l’esterno d’attacco a destra, facendo rifiatare Callejon, senza perdere in spirito di sacrificio ma anzi guadagnando qualcosa nella capacità di saltare l’uomo.

Zielinski, oltre che da vice-Hamsik o vice-Allan, può fare il trequartista, consentendo il modulo a due punte con Milik e Gabbiadini.

Maksimovic, oltre che ottimo centrale, ha giocato spesso a destra. Si perde qualcosa nella spinta ma la si guadagna in fase di non possesso. Ivanovic del Chelesea insegna.

Questi solo alcuni esempi del Napoli più forte dell’era De Laurentiis.

Mai gli azzurri avevano potuto vantare una rosa di 24-25 elementi tutti schierabili.

C’è stato Cavani, giusto. E’arrivato Higuain, corretto. Ma era un “solo calciatore”.

Il Napoli negli ultimi 5 anni si è trovato con il top player della seria A. Prima il Matador e poi il Pipita. C’era anche un buon 11 titolare. Ma la rosa?

Non c’erano cambi all’altezza che offrissero possibilità di variazioni dello schema o di sostituzione dei titolari stanchi, squalificati o infortunati. E puntualmente lo si notava.

Molti dicono che il gap con la Juve è aumentato. Ci si permette di non essere d’accordo.

I bianconeri restano più forti ed hanno l’obbligo di vincere lo scudetto. Ma il Napoli non è lontanissimo. Non c’è più Higuain ma c’è una grande rosa.

D’altronde la teoria dell’ “uomo solo al comando”, nata nel ciclismo dalla voce del giornalista Ferretti in onore del grandissimo Coppi durante la Cuneo – Pinerolo, è adattissima a quello sport dove ogni competitor gareggia per sé.

Nel calcio è un’altra storia, il singolo conta ma alla fine vince la rosa.

di Mario Civitaquale

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