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“Io prima di te”: il trionfo dell’amore senza retorica

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Locandina del film "Io prima di te".

Recensione – Estremamente godibile la pellicola d’amore più attesa della nuova stagione, “Io prima di te”. Il film di Thea Sharrock, tratto dall’omonimo film di Jojo Moyes, racconta al pubblico una storia romantica particolarmente classica, sebbene senza mai peccare di toni eccessivamente melensi. Senza troppe pretese di originalità, la trama narra della vita di una ragazza allegra, sbadata, povera e in salute, Louisa (Lou) Clark che si intreccia con quella di un giovane depresso, burbero, ricchissimo e tetraplegico, William Traynor.

A dir poco eccellenti le interpretazioni dei due attori protagonisti. Non ci sono parole per descrivere la performance di Sam Claflin che ha recitato tutto il tempo impegnando quasi esclusivamente mimica facciale e voce (ottimo il doppiaggio italiano). Complimenti anche a Emilia Clark: il pubblico, abituato a riconoscerla nei panni della determinata, imperturbabile e biondissima Madre dei Draghi, a questo giro ha avuto l’occasione di apprezzare l’attrice calarsi alla grande in un ruolo del tutto diverso, nei panni di un personaggio dalla personalità goffa e timida. Allo stesso tempo resta divertente avvertire nel film aria di rimpatriata de “Il trono di spade” ogni qualvolta appaia nella scena Charles Dance, Tywin Lannister di “Game of Thrones”.

56164_pplCiò che conferisce un valore aggiunto al film, rendendolo innovativo e notevole, è indubbiamente il finale. Non c’è spazio per il solito lieto fine impregnato di romanticismo stucchevole per accontentare tutti. Niente ‘occhi a cuoricino’ per gli spettatori che escono dalle sale dopo la sua proiezione. E non si tratta nemmeno del tradizionale esito strappalacrime che vuol commuovere gli appassionati del genere drammatico. “Io prima di te” è un film a modo suo controcorrente, con un pizzico ottimale di politically incorrect. Racconta l’amore senza retorica, a tratti con cinismo.

‘L’amore vince su tutto. L’amore trionfa sempre. L’amore sbaraglia anche la morte’: è questa la morale da sogno che le storie d’amore fiabesche ci insegnano da tempo immemore. Ma se davvero non fosse così? È davvero una “regola universale”? Sembra domandare il film al pubblico preferendo un “finale significativo” a un “finale bello”, nel senso convenzionale delle espressioni. “Io prima di te” si slancia in un salto e arriva a parlare di eutanasia invitando gli spettatori a riflettere su una tematica delicata empatizzando con i personaggi.

1454581784_cover-1280x628Non è infatti una storia in cui uno dei due innamorati muore a causa di una malattia, coivolto in un incidente di qualsiasi genere oppure scegliendo di sacrificarsi per l’amore della sua vita costretto da delle circostanze difficili. Forse per la prima volta ci viene proposto un personaggio che deliberatamente decide di morire nonostante l’amore. Non ricorrendo al suicidio fai-da-te, ma recandosi in una clinica specializzata in Svizzera fra la rassegnazione dei cari e il bianco di un’accogliente stanza con vista panoramica.

Una vita immobilizzata su una sedia a rotelle, senza che si sia autonomi per niente, è degna di esser vissuta se si ha la fortuna di essere innamorati e amati a sua volta? Per la sua risposta e la posizione che difende, una pellicola che spiazza. “L’amore non basta, non trionfa sempre nella vita reale” urla la sceneggiatura. “Non può compensare tutto, non lo fa” ci viene sempre detto dalla regia. L’amore lascia liberi, non antepone se stessi all’altro, non vuol pregiudicare il futuro di chi si ama o costringerlo a una vita che non vuole. Non ci si aspetta che una storia raccontata con scenografie così colorate e intonazioni spensierate possa a un certo punto assumere un piega che po’ indispettisce. Lo stesso tema dell’invalidità è del resto trattato in maniera leggera, anche addirittura un po’ ‘marginale’. Non viene considerata dai personaggi un vero ostacolo alla love-story, fatta eccezione chiaramente per Will.

io-prima-di-te-uscira-in-italiaPotrebbero essere sollevate delle interessanti obiezioni-polemiche etiche e relative sui concetti di compromesso e sacrificio che appaiono nella trama del tutto confusi con quelli di pietà e spreco. Tuttavia sembra che la conclusione vada bene ai personaggi stessi. Sia Will che Lou ottengono quel che vogliono. Si potrebbe addirittura azzardare a parlare di lieto fine nell’ottica dei protagonisti. Oppure ripiegano su soluzioni alternative laddove il loro primo desiderio non è riuscito a concretizzarsi? La vita del resto è un percorso di imprevisti e alle volte per vivere basta sapersi adattare.

Forti i momenti emotivi. Intensa la meditazione sui concetti di egoismo e libertà a cui si è indotti. Una storia che ricorda la natura limitata del nostro essere umani. Una pellicola che tocca lo stomaco, che cambia lo spettatore un pochino come ha fatto con Lou. È per tutte queste ragioni che “Io prima di te” merita, nonostante il sapore di amarezza che lascia. Non è sprecata la frase “Davvero un bel film!”.

Di Valentina Mazzella

 

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