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LA PUNTA NON FA SOLO GOL

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Napoli “Cadendo giù dal letto, proprio sullo scendiletto, guardandosi allo specchio si gridò: oh, oh, oh che centrattacco, oh, oh, oh che sogno matto…”, cantava così il mitico “Quartetto Cetra” nella celeberrima canzone “Che centrattacco!”.

Anche il Napoli è caduto al cospetto di un’ottima Roma ed è stato costretto a guardarsi alla specchio: “oh, oh, oh che centrattacco, oh, oh, oh che sogno matto”.

Si perché gli azzurri hanno realizzato che l’idea di sopperire all’assenza di Milik, fuori fino almeno a metà febbraio, con Gabbiadini o col falso nueve, era appunto poco meno di un sogno.

Si diceva in città “tanto i gol li sanno fare tutti”, “col gioco di Sarri il gol viene facile”.

Vero. Ma la punta non fa solo gol. In nessuna squadra. A maggior ragione nel modulo di Sarri.

Innanzitutto la punta, il cosiddetto centravanti, è quello che protegge la palla col corpo, facendo salire la squadra e rifiatare la difesa. Vale per tutte le squadre ma soprattutto per il Napoli di Sarri che, correndo “a mille”, necessità di recuperare fiato.

La punta è poi quella che venendo fuori area, porta con sé solitamente i due difensori centrali, facendo spazio agli inserimenti delle ali e delle mezzali. Vale per tutte le squadre ma soprattutto per il Napoli di Sarri che “vive” degli inserimenti di Callejon, Insigne, Hamsik, Allan, Mertens, Zielinski.

Infine la punta è quella che “spizza” le palle nel gioco aereo, consentendo ai compagni di giocare di sponda. Vale per tutte le squadre ma soprattutto per il Napoli di Sarri dove gli attaccanti esterni fraseggiano con la punta centrale per saltare uno o più uomini.

Insomma la punta è fondamentale, sempre. Ma soprattutto per il gioco di Sarri.

Mertens non può fare il falso nueve, perde l’80% delle sue abilità, stesso discorso per Insigne. Per non parlare poi della stazza tutt’altro che possente dei due.

Potrebbe farlo Callejon, ma il Napoli perderebbe un uomo fondamentale per gli equilibri sulla corsia di destra.

Potrebbe farlo Gabbiadini. Potrebbe ma non può. Di occasioni Manolo ne ha avute; è un ottimo elemento con grandi qualità ma della prima punta ha poco o nulla.

Ciò che ha deluso di Gabbiadini è però la poca cattiveria. Se per una settimana si parla di te, si punta su di te, in campo mangi l’erba; se non segni fa nulla ma datti da fare.

E’ vero ha avuto poche palle giocabili ma è apparso impalpabile e poco reattivo.

Anche Sarri, il quale continua a godere di grande stima, ha deluso contro i giallorossi; se non hai il centravanti-boa, prova il trequartista e le due punte, gli uomini li hai.

E poi perché non sostituire lo stanchissimo Jorginho? Perché Zielinski così tardi? Perché Mertens spalle alla porta? Perché togliere Gabbiadini sul 2-0? Perché El Kaddouri largo a destra?

Speriamo di smentirci ma se non arriva un centravanti, il gioco di Sarri salta. E non gioirà solo la Juve, ma anche la Roma e forse addirittura l’Inter.

di Mario Civitaquale

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