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Denuncia della Fish Campania – Insostenibili le condizioni dei disabili napoletani: “messi in ginocchio dal un welfare inadeguato”

2004
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Napoli La condizione dei circa 20.000 disabili napoletani e delle loro famiglie è sempre più disastrosa: negli ultimi anni più precaria ed oggi è addirittura insostenibile a causa della persistente inerzia delle istituzioni che di fatto restano inermi.

Le Associazioni e le famiglie delle persone con disabilità chiedono garanzie concrete ed il rispetto dei propri DIRITTI sanciti dalla Costituzione, ribaditi dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e ratificati dallo Stato Italiano con la legge 18/2009 e che lo stesso Comune di Napoli ha voluto dare attuazione con la delibera di Giunta Comunale n. 992 dell’11/10/2011.

Nello scorso mese di Agosto il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ha espresso le proprie preoccupazioni richiamando all’azione il Governo Italiano sulle numerose norme della stessa Convenzione che di fatto sono state completamente disattese.

Anche la Fish Campania esprime forti preoccupazioni e a più voci ha chiesto al Comune di Napoli il rispetto dei diritti “vitali” per molti cittadini “Non ci serve riconoscere un trattato internazionale, quando il suo contenuto non viene applicato”, afferma con decisione il Presidente della FISH Campania Daniele Romano,” Bisogna garantire la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere”, che “abbiano accesso ad una serie di servizi a domicilio o residenziali e ad altri servizi sociali di sostegno, compresa l’assistenza personale necessaria per consentire loro di vivere nella società e di inserirvisi e impedire che siano isolate o vittime di segregazione” che “i servizi e le strutture sociali destinate a tutta la popolazione siano messe a disposizione, su base di uguaglianza con gli altri, delle persone con disabilità e siano adattate ai loro bisogni”

Il welfare campano deve partire dalla definizione di disabilità della Convenzione ONU.

– continua Romano- “la disabilità è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri.”

Sino ad oggi le decisioni prese sono sempre state basate sugli accordi tra Amministrazione Comunale e gestori di servizi con i loro interessi economici, escludendo completamente i veri portatori di diritti: le categorie deboli. Con lo slogan “Nulla su di noi, senza di noi “ l’obiettivo è il coinvolgimento effettivo dei cittadini disabili nel rispetto dei principi della Legalità, della Trasparenza nell’utilizzo delle risorse, dell’Appropriatezza degli interventi e del Diritto alla mobilità con l’eliminazione delle barriere architettoniche e cognitive perché le politiche non devono essere subite e perché ciascuno possa essere protagonista della propria vita.

 

Di Giuseppe Musto

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