Home Cronaca Alunni con disabilità: addio all’insegnante di sostegno

Alunni con disabilità: addio all’insegnante di sostegno

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Napoli – Molte le indiscrezioni sulla legge delega che di fatto a breve dovrebbe dare l’addio alla figura del docente di sostegno a favore di un “esperto transdisciplinare”. Il timore più fondato è che si tratterà di una riforma a scapito non solo degli insegnanti ma anche per gli allievi considerando che l’intervento scolastico sarà più orientato verso l’assistenza che alla formazione didattica. Chiaro l’intento di tagliare e risparmiare nell’utilizzo dell’esperto per più classi, le parole stesse del sottosegretario Davide Faraone sono illuminanti: “Con l’imminente riforma del sostegno, i docenti specializzati dovranno avere più conoscenze specifiche: dovranno approfondire le competenze sui diversi tipi di disabilità”. Nessun accenno al “se” i docenti di sostegno siano di fatto disponibili a formarsi ulteriormente, nonostante il biennio universitario di specializzazione sulle singole disabilità e sul processo di integrazione e inclusione. Intanto in tutte le scuole d’Italia sono di servizio sul sostegno insegnanti che non sono affatto specializzati e abilitati, e sarebbe il caso, forse, di formare anche loro per un’azione didattica consapevole del ruolo che si sta ricoprendo. Nel contempo non mancano ulteriori polemiche: famiglie si siano rivolte ai tribunali perché gli ambiti territoriali degli uffici scolastici non si sono attenuti alle indicazioni del PEI, riducendo il numero delle ore. A Napoli, ad esempio, si evidenzia un caso in cui vi sono state ben 14 sentenze di condanna del TAR e, tuttavia, il dirigente scolastico non è riuscito ad ottenere dall’ambito territoriale il numero di ore stabilito dalle sentenze. Mancano i docenti di sostegno, gli assistenti alla comunicazione e servizi essenziali quali il trasporto per i disabili. A questo si aggiungano le difficoltà delle scuole comunali, che non riescono a reperire insegnanti sulle classi comuni per il regolare svolgimento delle attività. Il presidente del quartiere di Scampia ha avanzato la proposta istituire un tavolo di confronto tra i quartieri, in modo da definire l’organico delle scuole comunali, in base all’esigenze di ciascuna di esse. L’associazione “Tutti a Scuola”, relativamente al caso di Giada, bambina frequentante il 19° Circolo senza assistente alla comunicazione, sta avviando delle iniziative in Procura nei confronti degli enti responsabili della mancata attivazione del servizio, nonostante una precisa ordinanza del giudice che ne stabilisce l’obbligatorietà.

Insomma nella “Buona Scuola” regna di fatto il caos e a pagarne le pene sono sempre e soprattutto le categorie più deboli, mal tutelate da un welfare di fatto assente su più fronti.

 

Di Giuseppe Musto

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