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“La collina delle rose”: il contagioso buonumore del romanzo di Dora Della Corte

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A destra la scrittrice Dora Della Corte.

RECENSIONE – “La collina delle rose” di Dora Della Corte è un romanzo dall’ottimismo prorompente. Come da titolo, dal buonumore contagioso. Nella vita – si sa – affrontare non solo i drammi, ma anche la banale quotidianità senza perdersi d’animo richiede una caparbia forza di spirito. La stessa tenacia che si ritrova nella storia di Eva, la protagonista del libro. Una donna che a un certo punto della sua esistenza  è costretta a ricominciare, a dare una svolta alla sua vita, a ricostruirla. Eva trova il coraggio di non rassegnarsi, di non abbandonarsi alla frustrazione e al risentimento. Si alza in piedi, riprende in mano le redini e decide di andare avanti nonostante le fragilità. Decide di lottare. La prima delle tante donne forti di cui questo romanzo è ricco. Una personalità che, per alcuni tratti, può ricordare ai lettori l’esuberanza, la risolutezza, i valori e la tempra di alcune protagoniste dei romanzi di formazione della tradizione letteraria. Una novella Pollyanna oppure una nuova Sara de “La piccola principessa”, ma per ovvie ragioni in chiave adulta, con tutta la maturità e l’introspezione che questo comporta. Tutte “eroine del sorriso” che non si arrendono dinnanzi alle avversità.

A sinistra Christophe Mourey, a destra Dora Della Corte.
A sinistra Christophe Mourey, a destra Dora Della Corte.

A tutto ciò è stato fatto accenno sabato 26 novembre alla presentazione del libro “La collina delle rose” (Brignoli Edizioni), presso lo spazio d’arte contemporanea AZIMVT di Pomigliano d’Arco, dove gli ospiti hanno avuto modo di incontrare di persona l’autrice (foto di Francesco Palladino). Con uno stile accurato ed entusiasta, tuttavia Dora Della Corte non offre al lettore solo l’evolversi delle vicende di Eva, ma anche il racconto corale delle esperienze degli altri personaggi del romanzo: dagli avi della protagonista alle sue sorelle d’amore e ai suoi compaesani. Ogni figura cosiddetta ‘secondaria’ assume spessore e contribuisce a conferire sapore al romanzo. Soprattutto a dare l’opportunità di riflettere su molteplici delicate tematiche di attualità. Tra le pagine de “La collina delle rose” si legge di profughi, immigrazione, violenza sulle donne, diversità culturale e religiosa, senso dell’abbandono. Amicizia, famiglia, generosità, fratellanza, legame con il passato, ricerca delle proprie origini, tradizione, innovazione e fiducia sono solo alcuni degli ingredienti essenziali su cui la trama si regge.

A sinistra Asia, giovane tonore e studentessa di canto lirico che ha allietato i presenti con la sua voce.
A sinistra Asia, giovane tenore e studentessa di canto lirico che ha allietato i presenti con la sua voce.

Tutto viene messo in prospettiva e analizzato attraverso un’imperante lente dell’amore, qui presente con i suoi variegati volti. Un amore che si coltiva sulle comunanze, nonostante le differenze. Un amore che è ponte e avvicina le persone, scaldando loro i cuori. Il romanzo è profondamente segnato da un’audace fede cristiana che plasma non a caso valori e grinta dei personaggi. Non ci si piega alla rassegnazione. Anzi, “L’amore ripaga sempre, anche se magari non ce ne accorgiamo subito” è la speranzosa morale che l’autrice regala con genuina spontaneità ai suoi lettori.

Di Valentina Mazzella

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