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Negozi inaccessibili: a Napoli niente shopping natalizio per i disabili

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Napoli – In prossimità delle feste e soprattutto negli ultimi giorni al ridosso del Natale, le vetrine dei negozi illuminati e pieni di articoli natalizi, aspettavano i clienti alla ricerca del regalo giusto, ma lo shopping natalizio non è per tutti ed un’attività già di per sé stressante, per chi ha una disabilità diventa un vero e proprio incubo. Le città con ancora troppe barriere, nonostante varie normative per l’accessibilità; i negozi sono in molti casi inaccessibili, o difficilmente accessibili, ed in cui è difficilissimo muoversi soprattutto per chi ha una disabilità fisica. La legge n.13 del 1989 e il suo regolamento di attuazione, il Decreto ministeriale n. 236/’89, parla chiaro: i locali pubblici devono prevedere uno spazio accessibile, che permetta a tutti di fruire dell’attività svolta. La legge 104/92 prende in considerazione anche gli edifici pubblici che non rientravano fra quelli considerati dalla legge 13/89. Resta incerta e discrezionale, però, l’interpretazione del concetto di “edificio privato aperto al pubblico” ovvero se sotto questa categoria rientrino, oltre a bar, ristoranti e cinema anche studi professionali ed esercizi commerciali. Le norme, ci sono, ma come spesso accade non è difficile aggirarle, grazie anche alle difficoltà e alle difformità interpretative. Di conseguenza, tanti negozi eludono o semplicemente ignorano l’obbligo di farsi accessibili e continuano a presentare barriere fisiche o sensoriali, rendendo così lo shopping una” mission impossible “per tante persone con disabilità e per i loro familiari. Anche a Napoli soltanto l’1% degli esercizi commerciali, compresi bar, pizzerie, pub e ristoranti, rispondono ai requisiti previsti dalla legislazione in materia di abbattimento delle barriere architettoniche per i diversamente abili: un dato denunciato più volte alla Procura della Repubblica dal presidente dell’associazione Superabile onlus Luigi Montanaro, ed emerso nel corso della presentazione del progetto «Shopping accessibile» illustrato dalla Confcommercio Napoli per l’ installazione di pedane mobili davanti alla soglia dei negozi di corso Umberto e corso Garibaldi che aderiranno nella fase iniziale). In questi giorni il tema è stato riportato all’attenzione dalla deputata disabile del PD Ileana Argentin che ha affermato “noi disabili siamo intrappolati nel Natale. C’è la follia generale della festa che crea barriere su barriere. Passiamo dalle buche e i marciapiedi inaccessibili ai negozi stracolmi di merce, in cui non riusciamo neanche a entrare”. E anche gli alberi di Natale, che spuntano ovunque, possono diventare un grave ostacolo per chi si muove grazie a un bastone bianco, o a una sedia a ruote. “Questi quindici giorni diventano un incubo – aggiunge Argentin – un camel trophy da affrontare ogni mattina: con la carrozzina non sai più che strada fare. Il non vedente perde tutti i suoi riferimenti sulla strada, sostituiti da addobbi”. Come risolvere questa situazione da incubo? “Io vado pazza per luci e merci di ogni tipo e credo che il commercio debba fare il suo lavoro, ma chiedo più rispetto per chi ha difficoltà nella mobilità. E poi dico un’altra cosa: fateci spendere i nostri soldi, dateci la possibilità di farlo! Mettete pure tutti gli addobbi che volete, ma lasciateci un angoletto per passare: io non posso lasciare la carrozzina fuori ed entrare nel negozio! Non dateci 10 euro su Telethon o nelle grandi marce solidali: fatemi vivere il Natale come gli altri”.

 

Di Giuseppe Musto

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