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Clochard lasciati al freddo a Napoli

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Napoli – L’ondata di freddo e gelo che ha colpito in questi ultimi giorni anche le zone più meridionali della nostra penisola ha creato non pochi disagi alle popolazioni non abituate a questo clima e a queste temperature. L’emergenza freddo che ogni anno nel nostro paese il freddo è la causa di morte diretta di una dozzina di persone senzatetto o che vivono in situazione di estremo disagio quest’anno non ha risparmiato neppure le zone con climi di norma più miti. I senzatetto in Italia sono oltre 60.000 distribuiti in tutto il territorio nazionale “. Anche Napoli, come in molte città italiane, la Polizia Municipale è scesa in campo per i senzatetto l’’Unità Operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori in queste ultime notti è stata impegnata a dare supporto ai senza fissa dimora. Nelle ultime due notti le attività sono state svolte soprattutto nelle ore serali e notturne per attivare immediatamente i soccorsi sanitari e sociali per coloro che hanno scelto o sono costretti a vivere per strada trovando ricovero in porticati e gallerie del centro cittadino. Gli agenti municipali hanno anche supportato il lavoro dei tanti volontari che hanno distribuito cibi e bevande calde e nel contempo hanno proceduto ad accompagnare presso la stazione della Metro di Piazza Museo e quella di Piazza Vanvitelli le persone che hanno aderito all’invito di trovare riparo dal freddo in un ricovero di emergenza predisposto dall’amministrazione comunale, usufruendo delle aree coperte delle due stazioni. Dodici persone nella zona della Galleria Principe, Piazza Cavour e Galleria Umberto per lo più stranieri dell’est Europa e del Marocco; in Piazza Vanvitelli hanno trovato ricovero nella metro due senza fissa dimora italiani. Tutto questo anche memori della vicenda di Angelo Lanzaro di 43 anni morto ad Avellino negli scorsi giorni a causa del freddo. Da un anno e mezzo viveva nel capannone che un tempo ospitava il Mercatone ad Avellino, un “senza fissa dimora” non per scelta: originario della provincia di Napoli, con un matrimonio finito alle spalle e due figli, ridotto in povertà e costretto ad abitare in un tugurio. Come Angelo in tanti, in troppi per un Paese che dovrebbe garantire una vita dignitosa per tutti e dove, invece, gli invisibili di tutte le categorie: indigenti, disabili ecc lottano ogni giorno per la loro sopravvivenza sotto gli occhi indifferente delle Istituzioni e delle loro inutili politiche di welfare. La storia di Angelo, il suo video-appello che nei giorni scorsi ha fatto il giro del web, ha invece scosso gli animi di molti tra cui quello di Antonio un giovane casoriano che   ha “adocchiato” una donna per strada e aveva commentato “Vado a prenderla e la porto a casa mia”. In tanti hanno creduto si trattasse di un commento dell’ennesimo eroe da tastiera, poi una foto su FB che li ritraeva insieme e sotto il post : “Ha l’età di mia madre, non è un’opera di carità la mia. Se non lo facevo, stanotte non avrei potuto chiudere gli occhi.”

di Giuseppe Musto

 

 

 

 

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