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VIOLA, SAMP E IL CENTRAVANTI

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Napoli – Napoli-Samp mette in chiara luce ciò che già Fiorentina-Napoli aveva evidenziato. E ciò che in fondo prima della serie di “Napoli-champagne”, iniziata con l’Inter al San Paolo, si era sempre saputo.

Gli azzurri non possono assolutamente prescindere dalla presenza in campo di un centravanti di ruolo.

Si tratta di un profilo indispensabile pressochè per ogni squadra; ma principalmente per come gioca Sarri: sponde, inserimenti, appoggi, squadra lanciata a mille che ha bisogno di rifiatare con una “boa” davanti che tenga palla.

Contro Inter, Cagliari e Torino il problema non si era avvertito in quanto il Napoli era in una condizione fisica e mentale ottimale, con undici calciatori sempre in movimento, pronti a sovrapporre ed a scambiarsi di ruolo, precisi nei passaggi e nei tempi di gioco.

Ma con la Fiorentina, turno ostico infrasettimanale, e ancor più con i doriani, prima gara post-natalizia, il problema del non-centravanti è emerso in tutta la sua gravità.

Contro la Samp, complici i carichi di lavoro doppi, il Napoli è apparso “sulle gambe”, statico, impreciso nei passaggi. Sicuramente ha influito la temperatura sotto lo zero ed il campo conseguenzialmente in pessime condizioni. E certamente va dato merito alla squadra di Giampaolo che difendeva organizzata e non lasciando spazi.

Ma tutti questi fattori, combinati, stavano conducendo ad una sconfitta inaspettata, evitata solo dai gol di Gabbiadini, che più si avvicina ad un centravanti e che è lodevole per atteggiamento, e Tonelli, che ha riscatto col gol una prestazione non buonissima.

Il punto è che in questo genere di partite il centravanti serve come l’aria; è indispensabile per “spizzare” palloni, raccogliere cross alti e far rifiatare i compagni, proteggendo palla.

Attenzione il Napoli ha Milik in ripresa e Pavoletti quasi pronto, con Gabbiadini che, fin quando è qui, farà la sua parte.

Non si tratta quindi di una nota alla società che, ad onor del vero, ha preso il centravanti il primo giorno utile.

Si tratta di una risposta e tutti quelli che, dopo le straordinarie prestazioni di uno strepitoso Mertens, dicevano che dal centravanti-boa si poteva anche prescindere.

dI Mario Civitaquale

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