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Incendio di Pomezia, bastava poco per appurare la presenza di amianto

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Pomezia «L’amianto? Bastavano 24 ore per appurarne la presenza». Nicola Pirrone, direttore dell’Istituto per l’inquinamento atmosferico del CNR, è «stupito» dalla lentezza del monitoraggio ambientale, seguito al rogo della ditta di stoccaggio rifiuti di Pomezia. Il quarto giorno dell’emergenza (ieri) è stato quello dei tavoli urgenti, delle polemiche politiche e dei primi risultati sull’inquinamento dell’aria. I campionamenti dell’Arpa Lazio riguardano i dati delle centraline posizionate a ridosso del rogo: concentrazioni di Pm10 (polveri sottili) sopra i limiti di legge, il triplo dei valori il primo giorno della nube nera, poi in diminuzione. Livelli simili a quelli registrati nel traffico invernale di Roma. Proprio sulla salute pubblica c’è stato il vertice tra sindaci grillini, Fabio Fucci per Pomezia e Virginia Raggi per la Capitale, che ha chiesto monitoraggi anche per i municipi IX e X. Perché il tema vero resta l’allarme ambientale su cui ancora pendono troppe domande. «Incidenti come questi che hanno un impatto sulla salute dei cittadini sono intollerabili», ha detto la Raggi polemizzando con la Regione «assente al tavolo» (ma c’erano le «nostre strutture Arpa e Asl» la risposta alla stoccata).

di Claudio Greco

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