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Ischia: il parere degli esperti e le responsabilità della politica

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ISCHIA – Cambiano i luoghi, i numeri, le date, i nomi dei personaggi coinvolti, ma alla fine le pagine di cronaca purtroppo si somigliano un po’ tutte. Come da copione quando si verifica un sisma, anche quest’oggi per il terremoto di Ischia ha avuto inizio l’incessante opera di scarica-barile che forse non avrà mai fine.

Oggi è stato il cosiddetto After-Day, termine accattivante per chiamare il giorno dopo la paura in cui si contano i danni, si raccolgono le forze e si tirano le somme. Una giornata assolutamente estenuante. E mentre la Protezione civile protesta a voce alta: “Niente tendopoli per Ischia”, intanto si esprimono sconvolti anche i geologi. “Allucinante è morire per una scossa di magnitudo 4” è la sentenza secca e tagliente degli esperti.

Parla l’ingegner Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’Università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA: “In Italia si muore per un terremoto che in altre parti del mondo non desterebbe la minima preoccupazione. Ischia nel corso dei decenni è stata sottoposta a una sistematica speculazione edilizia: si è costruito anche là dove leggi e buon senso non lo avrebbero permesso e, in molti casi, lo si è fatto di fretta, utilizzando materiali e tecniche di scarsa qualità e senza prevedere alcun accorgimento antisismico”.

E poi un déjà-vu: salgono a galla gli errori della politica, il menefreghismo del governo, il disinteresse delle istituzioni. E si rammenta una certa legge approvata a giugno dal Consiglio regionale della Campania, con il compito di bloccare le demolizioni anche nelle zone vincolate. Legge ripresa dal presidente dei Verdi Angelo Bonelli per ricordare quanto rispose il governatore campano Vincenzo De Luca, di fronte alla notizia che il governo avrebbe impugnato il provvedimento, a proposito del ricorso degli ambientalisti: “Disse: non ce ne frega niente e andiamo avanti. Era l’8 agosto. E adesso De Luca ha appena detto che l’abusivismo è un’emergenza. Un comportamento irresponsabile”.

Ed eccoci oggi qua, a stringere i pugni contro il cielo, a piangere morti e a spostare macerie. Non ha torto sempre l’ingegner Sandro Simoncini quando asserisce: “Va necessariamente rovesciata la logica perversa che subordina l’agire politico e amministrativo alla ricerca di consenso. Allo stesso tempo, c’è bisogno di un salto di qualità culturale da parte dei cittadini: la legalità e il rispetto delle regole vanno visti come valori da cui non si può prescindere”.

Di Valentina Mazzella

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