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“In arte Nino”: il delicato omaggio a Nino Manfredi andato ieri in onda

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RECENSIONE – Un delicato omaggio al grande Nino Manfredi è stato il film “In arte Nino” trasmesso ieri sera in prima visione su Rai1. E soprattutto un eccezionale successo che ha quasi raggiunto i 6 milioni di spettatori, rivelano i sondaggi. Il film, prodotto proprio dalla Rai Fiction, è stato diretto fra l’altro da Luca Manfredi (figlio di Nino Manfredi ed Erminia Ferrari… E scusate se è poco!). Pertanto racconta episodi e fatti in maniera abbastanza veritiera e ricca di dettagli.

Le deliziose musiche leggere di sottofondo, le gradevoli scenografie anni ’40 e l’imponenza delle architetture storiche dell’antica Roma hanno sicuramente conferito un loro tocco speciale alla produzione. Tuttavia la sceneggiatura semplice è stata valorizzata in particolar modo dall’ottima interpretazione di Elio Germano, già noto al grande pubblico per il talento di cui ha dato prova in precedenti pellicole quali “Mio fratello è figlio unico”, “La nostra vita” e “Il giovane favoloso”. La mimica facciale, la gestualità, l’impostazione del modo di parlare e l’atteggiamento nel camminare hanno dimostrato come Germano nei panni di Manfredi sia stato all’altezza del ruolo, rivelando tutte le sue doti recitative.

La trama ha ripreso gli anni fra il 1939 fino al 1959. La storia infatti parte dagli anni del sanatorio in cui Manfredi restò per tre anni perché malato di tubercolosi negli anni della scuola superiore. Segue il racconto dei suoi sacrifici fra gli studi universitari per prendere la laurea in Giurisprudenza, come desiderato dal padre, e la formazione presso l’Accademia Silvio D’Amico per inseguire una passione in cui la sua famiglia non credeva. Poi i primi provini, le prime comparse… l’incontro e il matrimonio con la moglie Erminia Ferrari, interpretata da Miriam Leone. Infine la prima presenza a Canzonissima e la sua consacrazione come Nino Manfredi.

Un ritratto fedele e poetico di un grande artista, commovente e divertente allo stesso tempo. Una riverenza ben riuscita a un mostro sacro della televisione e del cinema italiano, ma anche la ricostruzione della vita del padre di un figlio devoto.

Di Valentina Mazzella

 

 

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