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“Passo Oscuro”: spettacolo ipnotico al Teatro Mercadante

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RECENSIONE – C’è qualcosa di angosciante, eppure di ammaliante, nello spettacolo “Passo Oscuro” di Alfonso Benadduce rappresentato questa sera sul palco del Teatro Mercadante di Napoli. Se si dovesse scegliere un unico aggettivo probabilmente il più adatto per descrivere il tutto sarebbe “ipnotico“. Un balletto sulle note della Nona Sinfonia di Anton Bruckner. Niente dialoghi, niente eccessi di scenografia. Solo una sagoma scura senza volto che danza su uno sfondo nero agitando in aria le capigliature sintetiche di alcune parrucche. Ogni tanto una sorta di maggiordomo (Francesco Domenico D’Auria) entra in scena portando degli oggetti. Un candelabro, una parrucca, una maschera… Non importa di cosa si tratti. Ogni dettaglio, a partire dalle funi che pendono dall’alto, trasmettono inquietudine. La sagoma prosegue a ballare. Quasi sembra che si dimeni. E così, senza bisogno di parole, l’arte fa il miracolo e comunica. Trasmette emozioni allo spettatore: una sensazione claustrofobica di sofferenza. In alcuni momenti si tocca il grottesco e per qualcuno tra il pubblico addirittura ilarità di fronte al malessere. Lo stesso disagio che l’essere umano sperimenta nell’avanzare nel buio della sua esistenza. È quello il ‘passo oscuro’. Il sipario si chiude e scrosciano gli applausi.

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