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Hermès Dietro le Quinte – della bellezza del saper fare

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Cura del dettaglio, tradizione e materie prime pregiate; tempo, talento, emozioni, e mani.

Si è conclusa il 16 marzo, al Museo dell’Ara Pacis, Hermès Dietro le Quinte, tappa del Festival Itinerante del Sovoir-faire, con cui la maison parigina ha deciso di raccontarci la sua arte, la sua magia, la sua bellezza. Nata nel 2011 come Festival des Metiers poi diventata Hermès Dietro le Quinte, dopo 35 edizioni in giro per il mondo, è ora attesa in Cina. 

Sono stati quasi in 15mila ad accorrere a Roma nel laboratorio da sogno – e dei sogni – per osservare con i propri occhi gli artigiani dei dieci mestieri della maison parigini all’opera. 

Dal sellaio all’orologiaio all’orlatrice specializzata nell’orlo alla francese – un punto di un millimetro ogni sette millimetri – per la rifinitura di tutti i foulards, dalla confezionatrice di cravatte al pittore di porcellane al maestro guantaio che da 20 anni a questa parte lavora in Hermès, dallo stampatore che ci ha mostrato la nascita dei famosi carrè con la tecnica del “quadro alla lionese” alla maroquinier intenta nella creazione dell’anima della Kelly – è così che si chiama il cuore del manico della it bag più desiderata nei secoli dei secoli: anima. 

E non poteva essere altrimenti per la maison che dell’anima e del romanticismo ne ha fatto la sua storia. 

Era il 1837 quando il sellaio Thierry Hermès apriva a Parigi il suo atelier di finimenti per cavalli e carrozze. Dai finimenti per cavalli si passò alla prima borsa; la Hauta à courroies, per portare briglie e sella, per poi ridurne le dimensioni e trasformarla nella borsa da passeggio più desiderata di sempre, che solo venti anni dopo prese il nome di Kelly, in onore di Grace Kelly, che nel 1956 cercó di nascondere la gravidanza di Carolina celando il pancione dietro la sua borsa Hermès. La foto finì sulla copertina del Life e quella borsa senza nome prese per sempre il nome di chi la rese celebre. 

È così che dietro a 180 anni di moda ci sono lunghi anni di apprendistato, le mani sapienti di un uomo a una donna, l’arte del saper aspettare – oltre quella del saper fare – e l’attenzione per i dettagli. Come in ogni storia d’amore degna di essere chiamata così. 

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