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Napoli prendi esempio dagli inglesi: la partita finisce quando l’arbitro fischia

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di Mario Civitaquale

Napoli Un grande mister del calcio, Vujadin Boskov, soleva dire: “La partita finisce quando arbitro fischia”.

Frase diventata celebre.

Frase quanto mai vera dopo questa settimana di Coppe Europee che ha consegnato due finali tutte inglesi: Tottenham – Liverpool per la Champions e Chelsea – Arsenal per l’Europa League

Ma parte i Gunners, che hanno distrutto il Valencia sia all’andata che al ritorno, le altre tre compagini britanniche l’hanno afferrata per i capelli questa finale.

Il Liverpool ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo. Sconfitto 3-0 a Barcellona, ha ribaltato il risultato ad Anfield: 4-0 il finale.

Il Tottenham, sconfitto 1-0 in casa dall’Ajax all’andata e sotto 2-0 in Olanda al ritorno, ha ribaltato il risultato nel recupero, vincendo 3-2.

Il Chelsea infine, dopo due 1-1, ha eliminato l’Eintracht Francoforte ai rigori.

Tre vittorie diverse, tre emozioni diverse. Quattro, se si aggiungono tutte le rimonte fatte dall’Arsenal quest’anno nei precedenti turni di Europa League.

Ma il punto è un altro: ci hanno creduto tutte, fino all’ultimo.

Ed è questa la differenza più marcata rispetto al Napoli.

Attenzione, il giudizio resta lo stesso.

Il Napoli ha perso gli obiettivi rispettivamente al cospetto di Juventus, PSG, Liverpool, Arsenal e Milan in una partita secca a San Siro. E, si ripete, può starci.

Ciò che è mancato è il lottare fino alla fine, il crederci, le motivazioni.

Il valore delle avversarie ha fatto sicuramente la sua parte.

Ma, al netto della Champions, dove il Napoli nella bolgia di Anfield, ha cercato fino all’ultimo la qualificazione, si ha l’impressione che nelle altre competizioni abbia mollato troppo presto.

Probabilmente sarebbe comunque andata così perché il calcio è fatto di valori e spesso vince il più forte.

Tuttavia la sensazione è che in campionato, soprattutto dopo la sconfitta di San Siro con l’Inter, il Napoli abbia visto come follia la corsa alla Juve in campionato; che dopo la doppietta di Piatek a San Siro, il Napoli non ci abbia più creduto al passaggio del turno in Coppa Italia; che dopo l’uno-due dell’Arsenal a Londra in Europa League, il Napoli gli altri tre tempi li abbia giocati senza la testa.

Come ovviare?

Sicuramente alzando il tasso tecnico di tutta la rosa per far rifiatare i titolari con alternative all’altezza.

E poi con la giusta mentalità, quella vincente.

L’allenatore giusto c’è. Ma manca a chi va in campo, salvo sporadiche eccezioni.

La mentalità però non si trova sul mercato. Ma si trovano uomini con la giusta mentalità.

Perciò va benissimo la politica dei Fabian Ruiz, ma un Albiol per reparto non sarebbe una cattiva idea.

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