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Manca ancora il gran colpo del Napoli, strategia o intempestività

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di Mario Civitaquale

Napoli. Si sa il calciomercato è così.

Un giorno una testata dà una notizia ed il giorno dopo la notizia viene smentita da altra testata.

Un giorno un esperto di mercato dà un calciatore vicinissimo ad un club ed il giorno successivo un altro giornalista fa un altro nome.

Sono decenni che accade.

Ma ciò che sta accadendo intorno al Napoli è pazzesco.

Al di là delle false piste come Rodrigo o Belotti o delle mere trattative come Icardi, ciò che ha riguardato James Rodriguez e Pepè è stato qualcosa di più.

Per il colombiano non c’è stato un giornalista vicino al Napoli che dubitava del suo arrivo.

Tutti sicurissimi, addirittura chi non si è mai sbilanciato o ha sempre detto di occuparsi di altro, nel caso di James parlava di affare fatto, di incertezza solo relativa alla data di arrivo.

Addirittura Ancelotti si è esposto per lui, parlando di trattativa in corso.

Di oggi è invece la notizia che il talentuoso colombiano sia addirittura stato tolto dal mercato. Ma già nei giorni scorsi appariva più lontano dal Napoli.

Discorso analogo per Pepè.

Ogni operatore di mercato dava l’accordo per fatto e l’attaccante in arrivo a Napoli

Addirittura per lui si era pronunciato Aurelio De Laurentiis, preferendolo ad altri.

E finanche i suoi agenti si erano recati in elicottero a Dimaro.

Di oggi è invece la notizia che Pepè, astro nascente del calcio mondiale, è vicinissimo all’Arsenal.

E allora cosa sta accadendo?

Delle due l’una.

O il Napoli, che comunque finora ha condotto un ottimo mercato, è incapace di chiudere con queste “stelle” vista la lungaggine e la complicatezza  delle trattative e dei relativi contratti. E le pretese su molti aspetti…

Oppure il Napoli vuole un centravanti vero, alla Icardi o Lukaku, entrambi sul mercato.

In tal caso le trattative portate fino alla quasi chiusura, le dichiarazioni di Ancelotti che vuole un giocatore tra le linee, sarebbero pura strategia per arrivare a ben altre caratteristiche di attaccante.

Il che non sarebbe sbagliato.

Nella attuale rosa del Napoli, quel ruolo dei tre dietro la punta può essere svolta da: Insigne, Mertens, Callejon, Younes, Fabian Ruiz, Zielinski, Verdi, al quale probabilmente verrà data un’altra chance, ed Ounas. E paradossalmente, visto le doti tecniche e la capacità di sponda, anche dallo stesso Milik.

Ben nove giocatori. O, nella peggiore delle ipotesi, almeno sette.

La prima punta invece è un ruolo scoperto: sarebbe il ruolo di Milik che però, come dimostrato dalla scorsa stagione, primissima punta non è; ci si potrebbe adattare Mertens, ma sarebbe comunque una soluzione di ripiego.

Ed in ogni caso non basterebbe per tre competizioni.

Insomma una squadra che ha la coppia difensiva tra le più forti d’Europa, un centrocampo con Allan e Fabian, invidiati dalle big europee e i tre dietro la punta di alto livello, deve avere ben altro finalizzatore.

Forse è per questo che James e Pepè potrebbero saltare? L’investimento non vale “la candela”? Non è quello che serve, mancando come il pane chi la butta dentro?

Si ha la sensazione che sia proprio così.

Il contrario sarebbe assurdo.

In un anno in cui tutti, dal presidente all’allenatore, passando per i calciatori, hanno dichiarato di voler vincere, non si possono continuare a perdere talenti sul mercato.

 

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