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CHANEL SUI TETTI DI PARIGI A RACCONTARCI LA MODA CHE VERRÀ

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Prima degli ampi boulevards, prima del pan au chocolat a colazione, prima dei tavolini tondi dei caffè, prima del profumo delle boulangeries, prima degli stucchi di Angelina e dei macarons di Laduree, i tetti di Parigi.

Bombati e spioventi, con le loro superfici di zinco, i lucernari e i comignoli che fumano come draghi. Un mosaico grigio e azzurro tenue. Un labirinto di forme e colori che quando piove si confonde con il cielo “che pesa come un coperchio sulla città” – direbbe qualcuno molto più in gamba di me. Un quadro in continuo movimento che racconta storie, inedite, forse mai accadute, reali o di pura fantasia che odorano di zinco e di chiuso, di arte e di passione.

E questo scorcio, di certo il più iconico e affascinante della capitale francese è stato scelto anche da Virginie Viard che dopo la neve, il cielo blu, David Bowie e le lacrime al Grand Palais, ha continuato a stupirci (e a farci innamorare).

Sulle vette di un vero e proprio isolato parigino – ricostruite per l’occasione al Grand Palais -, Maison Chanel, per la collezione primavera – estate 2020, oltre alla donna che incarna lo spirito della perfetta parisienne, colma di tutta la sua affascinante nonchalance, perfetta nei suoi tailleur di tweed, oltre alla femme fatale in minidress di chiffonn, oltre alla teenager in tutina bon-ton e ballerine, oltre a Kaia Gerber (bellissima nella sua gonna a corolla), ha voluto dar voce ad una straordinaria dichiarazione d’amore in piena regola alla città di Parigi.

 

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