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Da Rog a Veretout, la miopia del Napoli

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di Mario Civitaquale

Napoli Sosta per le Nazionali e tempo di bilanci sul primo scorcio di stagione.

Difficile dare un giudizio su qualcosa che non si è concluso, con campionato e coppe ancora da giocare.

Quindi per il giudizio sulla stagione del Napoli è il caso di attendere.

Sul tecnico ci si è già espressi, bocciatura totale nel suo anno e mezzo a Napoli.

Cosa resta allora?

Il mercato.

Giornalisti e addetti ai lavori hanno dato voti altissimi al mercato azzurro, dal 9 al 10.

Ed anche da queste pagine si esaltato l’operato del tecnico e del direttore sportivo.

Ed in effetti, l’idea ancelottiana poteva starci.

In sintesi: “Ho Manolas e Koulobaly, due velocisti, posso permettermi allora la linea difensiva alta e un centrocampo di pura qualità. Che importa se ne ho due davanti la difesa, il gioco lo conduco io”

Questa è l’unica spiegazione possibile alla rosa attuale del Napoli.

Ma se qualcosa fosse andato storto? Se in certe partite bisognava piuttosto contenere l’avversario? Quale era il piano B?

Nessuno.

Questo è il rimprovero, al tecnico prima di tutto.

Come si può iniziare la stagione con soli quattro centrocampisti di ruolo, di cui tre, Fabian, Zielinski e Elmas, che nascono mezzali o addirittura trequartisti ed il solo Allan come incontrista?

Due rimpianti, senza neanche fare voli pindarici o pensare nomi impossibili.

Il primo è Marco Rog, sicuramente non un fenomeno, ma che poteva fare comodo. Rispetto agli altri in rosa ha più capacità di contrasto, agonismo e corsa. Ed a Cagliari sta dimostrando una buona continuità. Il Napoli ce lo aveva in casa.

L’altro è Jordan Verotout, trattato dal Napoli, che aspettava solo il Napoli e che oggi sta tenendo da solo in mano il centrocampo della Roma.

Due giocatori praticamente “del Napoli”.

Adesso invece Ancelotti si trova col problema.

E forse non è nemmeno una questione di modulo, ma di caratteristiche.

Tuttavia un più coperto 4-3-3, indipendentemente da chi sono i tre a centrocampo, può quantomeno permettere di arrivare dignitosamente a gennaio. E poi provvedere.

Inoltre anche Insigne, Callejon e Lozano giocherebbero nel ruolo a loro più congeniale.

Che Ancelotti, “graziato” per il  suo passato, sappia cambiare idea.

Anche Sarri, dopo un inizio disastroso, cambiò schema di gioco. E sappiamo poi come è andata.

 

 

 

 

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