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Al Centro Giorgio La Pira di Pomigliano d’Arco il Mieac inaugura l’Osservatorio Pedagogico Elvira Russo

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POMIGLIANO D’ARCO – Per commemorare la Giornata internazionale per i Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre, lo scorso sabato il Centro Giorgio La Pira di Pomigliano d’Arco (NA) ha organizzato un interessante appuntamento per affrontare il tema. L’evento è stato curato da Caterina De Falco e Gaetano Pugliese stringendo una collaborazione con l’Istituto Giuseppe Lazzati e il mieac, ossia il Movimento di Impegno educativo di Azione Cattolica di cui il professor Pugliese è Presidente nazionale.

Ha aperto il dibattito la Dottoressa Caterina De Falco per focalizzare l’attenzione sulle problematiche educative che trent’anni dopo la Convenzione ONU del 1998 ancora si riscontrano. Nel moderno Occidente, ha spiegato la Dottoressa De Falco, dilaga un nuovo modello di povertà non allineata con quella economica: parliamo della povertà educativa. Nuove indagini sociologiche hanno analizzato i bisogni avvertiti dai bambini e dai ragazzi di oggi e successivamente la percezione che i genitori hanno in merito alle proprie capacità di soddisfare le esigenze dei figli. Ne è emerso un desolante divario e una scarsissima consapevolezza nel riconoscere le problematiche. Un numero esorbitante di genitori ritiene di colmare in maniera adeguata i vuoti dei bambini e degli adolescenti. Rinuncia a mettersi in discussione nonostante ve ne sia necessità. In una società dai ritmi sempre più frenetici, gli adulti dedicano un numero crescente di ore al lavoro, alle faccende private e allo svago personale, abbandonando troppo spesso i ragazzi a se stessi. Si va così incontro a una solitudine tabù di cui in famiglia non si parla. Una solitudine non denunciata dai figli che spesso ne approfittano per l’immaturità dell’età. Una solitudine non ammessa dai genitori che, sebbene magari in buona fede, cercano di mettere a tacere i rimorsi compensando con un effimero benessere materiale e un dannoso permissivismo. Regalare molti “sì” diventa così un modo per non essere almeno detestati e assicurarsi l’affetto in rapporti poco vissuti. Sono situazioni critiche e così frequenti da diffondere quasi un pericoloso standard di normalità.

Pertanto, per discutere e meditare sulle possibili soluzioni, il Centro Giorgio La Pira ha inaugurato l’Osservatorio Pedagogico. Si tratta di un fiducioso progetto finalizzato alla promozione di un maggiore impegno educativo e culturale nel territorio. E per rendere omaggio a una meritevole e spiccata sensibilità in materia, Gaetano Pugliese ha annunciato che l’Osservatorio sarà battezzato in onore di Elvira Russo. Una donna di grande determinazione a cui la città di Pomigliano d’Arco del Novecento deve molto. Gaetano Pugliese ne ha illustrato il percorso di vita, condividendo anche alcuni ricordi di quando da ragazzino ebbe la fortuna di conoscerla di persona. Ad esempio Elvira Russo fu Presidente parrocchiale della Parrocchia di San Felice, ma si è sempre battuta per migliorare le condizioni dei cittadini dell’intero Comune. Tramite il CIF (Centro Italiano Femminile) riuscì ad attivare le prime scuole dell’infanzia di Pomigliano andando incontro alle necessità delle famiglie in assenza di un sostegno pubblico. La prima scuola dell’infanzia aprì le porte presso la scuola Ponte. Dopodiché seguirono altri punti per un totale di quindici sedi sul territorio di Pomigliano d’Arco. Ricordare Elvira Russo in questo modo diventa un doveroso segno di gratitudine e anche un’opportunità per le nuove generazioni per conoscerla e trarre spunto dalla sua tenacia e bontà.

L’Osservatorio Pedagogico Elvira Russo si allinea con le intenzioni del mieac che desidera rispondere ai problemi attuali con modelli educativi che investano su valori evangelici di pace, solidarietà e giustizia. Ciò richiede fermezza d’animo e la costanza nel dialogo con le nuove generazioni e nella cura di luoghi di aggregazione affinché  siano sempre sani per i bambini e i ragazzi che accolgono. Indispensabile si rivela anche la competenza nell’offrire un servizio educativo negli ambienti laici, ma anche l’onestà e la sincerità nel riscoprire l’individualità dei singoli. Ultimo importante ingrediente la voglia di scendere in campo perché come ha ricordato e citato Gaetano Pugliese: “Chi fa può sbagliare, ma chi non fa sbaglia sempre”.

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