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Napoli, ecco perché a Liverpool tutto ha funzionato

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di Mario Civitaquale

Napoli Sono passati soltanto sette giorni da quel Milan – Napoli che ha fatto da culmine ad un ciclo terribile per gli azzurri.

Sono passati soltanto sette giorni da quella pessima prestazione che è venuta, praticamente senza soluzione di continuità, dalla Spal in poi.

Si era visto, fino ad Anfield, un Napoli senza gioco, senza idee, senza guida tecnica, senza carattere.

In molti, a giusta ragione, prevedevano l’imbarcata in terra inglese contro una corazzata che continua a vincere.

E invece il Napoli strappa un pari che vale oro, mettendo più di una seria ipoteca sulla qualificazione.

E per poco non faceva bottino pieno, contro un Liverpool che non è mai stato capace di rendersi pericoloso.

Prestazione sontuosa degli azzurri.

Ma allora cosa è successo?

Iniziamo dal campo.

Innanzitutto Ancelotti ha schierato tutti nel proprio ruolo.

Maksimovic infatti con la sua Serbia è abituato a giocare quarto di destra. Considerando poi che il Napoli difendeva a cinque era sostanzialmente un centrale aggiunto.

Di Lorenzo di fatto è stato solo spostato qualche metro più avanti. Ma i compiti erano gli stessi in fase difensiva e di spinta. Più fisico e più voglia rispetto all’ultimo Callejon.

Anche i tre mediani, giocando compatti, apparivano di fatto come un centrocampo a tre. Ed ognuno dei tre faceva ciò che sapeva fare meglio, senza compiti di copertura dell’intera fascia o regia pura e isolata.

Anche Lozano, che dà il meglio di sé partendo da lontano, con una squadra che si è prettamente difesa è apparso più a suo agio nel contropiede e nelle ripartenze.

Ma oltre al “tutti al loro posto”, ha inciso la mentalità, la concentrazione e la voglia di far bene. Tutte qualità che erano latitate ultimamente.

Si teme sia stata la semplice voglia di far bella impressione nel fascino di Anfield contro, probabilmente, la squadra più forte del mondo.

Si spera però abbia inciso la promessa di incontro, poi concretizzatasi, fatta da ADL, la mano tesa dopo la guerra. Stemperare le tensioni, revoca o non revoca delle multe, faceva piacere a tutti.

Se così fosse, il Napoli è tornato.

Altro elemento fondamentale, la ritrovata condizione di Allan e Koulibaly due calciatori che, se stanno bene, fanno la differenza anche da soli.

Ed ecco spiegata la prova di Liverpool per una squadra, il Napoli, che se messa bene in campo, se motivata e in condizione, scarsa non è.

La prova del nove è però col Bologna, avversario non certo di primissimo livello, in uno stadio per ora semi-deserto e probabilmente senza Allan alle prese con le conseguenze di un trauma contusivo subito in Champions.

Se il Napoli fa risultato, convincendo, anche contro i felsinei allora si che si potrà iniziare a parlare di “risalita”.

 

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