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Oggi riparte un campionato falsato

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di Mario Civitaquale

Napoli Difficile scrivere di calcio in un momento come questo, in cui l’Italia si trova ad affrontare una delle più grandi emergenze sanitarie degli ultimi anni, con il Covid-19 che miete vittime e contagi.

Ridicolo aprire una discussione su quali provvedimenti la Lega avrebbe dovuto prendere, quando gli ospedali sono al collasso, le scuole e i tribunali sono chiusi, le Messe sono a mezzo servizio e interi quartieri al Nord sono isolati.

Qualsiasi decisione avrebbe preso la Lega sarebbe stata assolutamente secondaria a tutto il resto, sebbene il calcio sia lo sport nazionale.

Andava bene un blocco dei campionati, andava bene un rinvio di alcune partite e vanno bene le porte chiuse per le quali alla fine si è deciso.

E’ solo calcio.

Fatta questa doverosa premessa, comunque andrà a finire sarà un campionato falsato, almeno in parte.

Tra giocare a porte chiuse e giocare a porte aperte, soprattutto certe partite, quelle più equilibrate, c’è un abisso.

Il fattore campo, sfruttato da chi gioca in casa, non è solo conoscenza del terreno di gioco e comodità di non viaggiare per la trasferta. E’ soprattutto avere i tifosi dalla propria parte.

Ebbene i tifosi non ci saranno e dominerà un clima surreale.

Ma guardando in casa Napoli, non è andata così male.

Non avere l’impegno di Coppa Italia ravvicinato a due match di campionato è sicuramente una buona cosa.

Come lo è fermarsi per quattordici giorni e far rifiatare chi gioca più spesso.

Il Napoli infatti ripartirà da Verona, venerdì 13 marzo, in uno stadio vuoto.

Volendo guardare anche qui al lato positivo, le partite che il Napoli giocherà a porte chiuse sono la trasferta del Bentegodi appunto, al San Paolo con la Spal e, verosimilmente, a Bergamo con l’Atalanta.

In sostanza due campi ostici senza tifosi e l’avversario più abbordabile in assoluto al San Paolo, dove i valori tecnici sono così distanti che i tifosi non avrebbero fatto la differenza più di tanto.

Non male.

Si chiude come si è iniziato.

La parentesi dedicata al calcio ed al Napoli ed i relativi bilanci sulla positività della cosa sono relativi rispetto ad una situazione nazionale veramente poco piacevole.

Perciò, a prescindere da tutto, “Coraggio Italia!”

 

 

 

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