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Riaprono gli scavi di Pompei dopo il lockdown

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Ph. di Ferdinando Russo/FPA

Pompei (NA) Ha un fascino suggestivo l’antica Pompei dove è assente il brulichio dei gruppi turistici e dove ora il turista viene guidato da frecce indicatrici dei percorsi nuovi da esplorare. Per ora si entra a gruppi di massimo 40 per volta, a 15 minuti di distanza, per consentirne l’allontanamento. Da dalle 9 alle 17,30, gli Scavi della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. si possono visitare a un costo d’ingresso accattivante: soli 5 euro per le prossime due settimaneL’itinerario è studiato per evitare che i turisti si accalchino, ma non delude per l’offerta di domus, strade, affreschi, mosaici, colonne, monumenti e soprattutto i giardini. “Dopo oltre 2 mesi e mezzo si riapre in maniera diversa – spiega Massimo Osanna, direttore generale della Soprintendenza archeologica di Pompei -. Termoscanner agli ingressi e mascherine. Entrata da piazza Anfiteatro, centrale per la città nuova, per interagire anche con i negozi e i ristoranti che attendono la ripresa: sarà una Pompei “nuova” a cominciare dai giardini, con case che saranno riaperte dopo anni, come quella di Cornelio Rufo, il cui restauro è appena terminato”.

Ph. di Ferdinando Russo/FPA

Poi, dal 9 giugno, si tornerà al biglietto d’ingresso a 16 euro. Gli itinerari saranno raddoppiati, e anche gli ingressi e tutte le uscite riaperte. “Non riavremo gli oltre 4 milioni di visitatori che abbiamo registrato lo scorso anno – afferma Osanna -. Speriamo di arrivare a 2 milioni, ma ci riterremo soddisfatti anche con 1 milione e mezzo di ingressi al sito. Ora, però, invito tutti a girare per il sito perché in questo momento Pompei è ancora piu’ bella: ha qualcosa di metafisico per chi la attraversa con le strade vuote”.

Ph. di Ferdinando Russo/FPA

 

A preoccupare di più è l’indotto, con i circa 400 tra locali e ristoranti che al momento non riaprono e attendono i primi turisti per farsi coraggio. “Pompei ci ha insegnato che è una città resiliente – ha aggiunto ancora Osanna – è risorta da eruzioni, terremoti, guerre e furti dei tombaroli”. La riapertura punta anche sulle nuove scoperte nell’area di Civita Giuliana, fuori Pompei, dove un’indagine sugli scavi clandestini ha indotto la Soprintendenza a insistere nelle ricerche proprio per contrastare i tombaroli. I nuovi itinerari saranno molto pubblicizzati sul sito della Soprintendenza e sui profili social degli Scavi.

 

Ph. di Ferdinando Russo/FPA

 

 

 

 

 

 

 

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