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Al MANN, l’anteprima digitale della mostra “19.34 – quarant’anni dopo”

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Oggi, dalle 19.34, attraverso le piattaforme social del MANN, si potrà sfogliare uno slideshow di cento scatti per ripercorrere la cronaca di quei tragici momenti.

In occasione del quarantennale del terremoto dell’ ’80 che colpì la Campania, devastando l’Irpinia, il Mann presenta in anteprima digitale la mostra “19.34 – Quaranta anni dopo. La storia in presa diretta” , a partire da oggi sui canali Facebook ed Instagram dell’Istituto.

I contenuti saranno disponibili per 10 giorni anche sul sito di marechiarofilm srl, titolare dell’archivio che concederà gli scatti di Antonietta De Lillo, oggi affermata regista (tra i suoi film’Il resto di niente’, ‘Il Signor Rotpeter’), che esordí come fotogiornalista a Sant’Angelo dei Lombardi, Laviano ed in altri centri dell’Irpinia.

“Recuperare parte del mio archivio fotografico è stata una grande emozione – dichiara la fotografa e regista –  è stato come guardarmi attraverso un binocolo girato al contrario. Queste immagini mi hanno riportata esattamente alle emozioni che mi hanno spinto a muovermi attraverso la Campania e i borghi dell’Irpinia distrutti dal terremoto”.

Il Mann e la memoria, – commenta il direttore del Mann, Paolo Giulierini –  è una delle direttrici principali della nostra ricerca. Ci è sembrato importante che il Museo di una città, intimamente connessa alla sua storia “archeologica” e, più in generale, culturale e sociale, dedicasse una mostra  ai 40 anni del terremoto del 1980. Lo facciamo nella giornata del 23  novembre, anche se in maniera solo digitale, dando appuntamento alla futura esposizione. Trasmettere la memoria viva di ciò che è accaduto 40 anni fa è oggi, in piena emergenza Covid, ancora più significativo. Insieme al ricordo della tragedia vogliamo comunicare alle giovani generazioni anche e sopratutto la capacità di rinascita e di solidarietà, che trasmettono le immagini di questa mostra, il coraggio, le opportunità, l’impegno».

“Racconteremo – spiega Giulierini – anche la storia del MANN: fondamentale fu, infatti, l’apporto che proprio i giovani diedero a quella rinascita post terremoto, dallo sviluppo del nostro laboratorio di restauro, alla definizione di una vera e propria coscienza archeologica della città. Oggi studi per l’antisismica ci vedono impegnati con l’Università di Napoli Federico II, in rete con i musei della California e del Giappone”.

 

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