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Whirlpool, Cassa Covid fino a marzo. Sindacati: “Disonorevole comportamento dell’azienda. Governo assuma ruolo più deciso”

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Ph. Fabio Sasso/FPA

Dal 1°gennaio al 31 marzo, cassa Covid per i lavoratori di via Argine con possibile integrazione fino al 100% dello stipendio da parte dell’azienda. Sulle manifestazioni d’interesse da parte di terzi, mancano proposte strutturate

Ieri si e’ tenuto in videoconferenza il tavolo convocato dal ministero dello Sviluppo economico e coordinato dalla sottosegretaria Alessandra Todde, al quale hanno partecipato i rappresentanti del ministero del Sud, delle amministrazioni regionali di Campania, Lombardia, Marche e Toscana, del comune di Napoli, di Invitalia, di Confindustria e di Fim, Fio, Uilm e Ugl metalmeccanici. L’obiettivo dell’incontro: dare evidenza al tema relativo agli ammortizzatori sociali e alla copertura dei dipendenti.

L’azienda, presente con una delegazione, ha confermato la richiesta della cassa integrazione Covid per i 330 lavoratori del sito di via Argine a Napoli per poi procedere ai licenziamenti collettivi dal primo aprile. Whirlpool dunque “attivera’ la cig Covid” per i lavoratori dello stabilimento di Napoli dall’inizio di gennaio alla fine di marzo prossimi, quando scadra’ il blocco dei licenziamenti. Inoltre, l’azienda si e’ resa disponibile ad anticipare la cassa integrazione anche per i lavoratori del deposito di Carinaro (Caserta) e ad accogliere la richiesta di integrare gli ammortizzatori fino al 100 per cento dello stipendio.

Senza mezzi termini il commento dei sindacati: “Troviamo disonorevole il comportamento di Whirlpool. Ricordiamo che in presenza del blocco dei licenziamenti la copertura economica degli stipendi dovrebbe essere in capo all’azienda. La cassa Covid-19 interamente a carico dello Stato, da gennaio a marzo 2021, rappresenta un ulteriore risparmio per Whirlpool”. Ad affermarlo in una nota congiunta Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile eletrodomestico e Rosario Rappa, segretario generale Fiom-Cgil di Napoli.

“In considerazione di questo – sottolineano i sindacalisti – abbiamo chiesto l’integrazione della cassa integrazione al fine di garantire il salario pieno alle lavoratrici e ai lavoratori di Napoli. L’azienda si è resa disponibile a discuterne in sede di esame congiunto. Whirpool, su nostra richiesta, ha anche dato disponibilità ad approfondimenti su Napoli e su Caserta al tavolo ministeriale. Per quello che ci riguarda Napoli deve continuare a produrre lavatrici di alta gamma” E poi lanciano un invito al Governo: “Auspichiamo che il Governo assuma un ruolo più deciso nel mettere in discussione le scelte della multinazionale. E’ stata persa una grande occasione per Napoli, la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori continua. Domani parteciperemo all’evento di solidarietà e beneficenza organizzato dal Cral Whirlpool di Napoli, dalle ore 15 presso lo stabilimento di via Argine, in cui sarà presentato il calendario 2021 dal titolo “Sulla nostra pelle” che racconta attraverso le immagini venti mesi di battaglia in difesa del loro posto di lavoro”.

Sulle manifestazioni di interesse per quanto riguarda il sito di Napoli, in campo ci sarebbero oltre all’italiana Smeg, anche altre proposte giunte al tavolo del Mise, ma mancano delle vere e proprie proposte strutturate. Nel frattempo, il responsabile Hr della multinazionale Carmine Trerotola, ha ribadito la disponibilità alla cessione del sito,senza specificare ulteriori dettagli. A tal proposito la sottogretretaria Todde si e’ detta indisponibile “a discutere di piani alternativi in cui non siano previste la tutela del perimetro occupazionale e la produttività del sito campano. I lavoratori Whirlpool – aggiunge la Todde – meritano una soluzione seria e non discuteremo di ‘Piani B’ fino a quando non ne avremo di strutturati. Non è nel mio modo di lavorare fare annunci saltando passaggi necessari come il costante e prioritario confronto con le organizzazioni sindacali ”, conclude la Todde.

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