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Don Mimmo Battaglia è il nuovo arcivescovo di Napoli, il prete degli ultimi

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Ph. Fabio Sasso/ F.P.A.

Dal pulpito del Duomo, l’appello alla speranza di Don Mimmo “Dobbiamo tornare a sognare”

Don Mimmo Battaglia, il nuovo vescovo di Napoli, che succede al cardinale Crescenzio Sepe, ieri alla cerimonia di insedimaneto nel Duomo di Napoli, ha detto: “Dobbiamo riprenderci la possibilità di sognare assieme, perché l’emergenza Covid ha aumentato le diseguaglianze” e nel corso del saluto ha citato la canzone “Terra mia” di Pino Daniele.

Don Mimmo, 57 anni, calabrese di origine, fino al 12 dicembre vescovo della piccola diocesi di Cerreto Sannita di appena 90mila abitanti, non ama definirsi un “prete di strada” ma ribadisce che vorra’ camminare per strada per accorgersi di chi resta indietro. E proprio dalle periferie più abbandonate, dai luoghi della sofferenza ha voluto iniziare ieri il suo ministero episcopale a Napoli ancora prima di insediarsi ufficialmente alla guida della diocesi partenopea.

Una scelta emblematica quella dell’arcivescovo Domenico Battaglia che ha annunciato che la Chiesa di Napoli sara’ sempre di piu’ missionaria. La giornata di battaglia, è iniziata con una preghiera nel convento di clausura delle Sacramentine, poi il vescovo ha incontrato i familiari di un vigilantes ucciso anni fa da alcuni ragazzi; e ha poi voluto ascoltare le parole di una ragazza nigeriana giunta in Italia dopo un viaggio di sfruttamento e violenza, ammalatasi di Aids. Ha fatto visita a casa di un operaio dello stabilimento della Whirlpool e a San Giovanni a Teducci,o si e’ recato nell’associazione “Figli di Maria”. E con alcuni di loro ha voluto fare l’ingesso in cattedrale dove era assente il suo precedessore, il cardinale Sepe, ancora convalescente dopo il covid.

Ph. Fabio Sasso/F.P.A.

Per Battaglia l’imperativo, negli anni che lo vedranno come 123mo successore di Sant’Aspreno alla guida della piu’ grande diocesi del Sud, dovra’ essere quello di riorganizzare la speranza consapevole che “inizia un nuovo tratto di strada ed il mio desiderio piu’ grande e’ quello di poterci riappropriare della capacita’ di sognare insieme” soprattutto in un tempo, come quello dell’emergenza Covid, che “ha finito per aumentare le diseguaglianze e con esse le tensioni sociali”.

All’incontro con le autorita’, oltre al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, erano presenti anche i ministri Enzo Amendola e Gaetano Manfredi. Battaglia ha detto che “proprio oggi qui a Napoli dobbiamo ragionare insieme, perche’ se davvero abbiamo intenzione di riappropriarci del sogno sappiamo molto bene che e’ necessario tornare a ragionare in termini di noi, dobbiamo ricominciare a ragionare al plurale”.

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