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Caso Paciolla: un murale in memoria del cooperante napoletano

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L’opera realizzata dall’artista Luca Carnevale su iniziativa del Comitato “Giustizia per Mario Paciolla”

Un murale in memoria di Mario Paciolla, cooperante napoletano 33enne morto in Colombia  in circostanze ancora da chiarire, è stato inaugurato questa mattina a Napoli, nel quartiere Arenella nell’area attrezzata di via Francesco dell’Erba, il Kobe Park, area verde esterna alla stazione metropolitana ‘Montedonzelli’.

L’opera è stata realizzata dall’artista Luca Carnevale su iniziativa del Comitato “Giustizia per Mario Paciolla”, in collaborazione con l’Assessorato al Verde con delega alla creatività urbana del Comune di Napoli e il Tavolo interassessorile per la creatività urbana. L’iniziativa si è svolta alla presenza dei familiari, del sindaco Luigi de Magistris, degli assessori Alessandra Clemente, Luigi Felaco e Giovanni Pagano, di una rappresentanza del Comitato e dell’artista.

L’opera sorge in uno dei luoghi di ricordo di Mario, grande appassionato di basket e parte della comunità cestistica. A 9 mesi dalla sua scomparsa, il murale a lui dedicato vuole essere non solo un momento commemorativo ma soprattutto un’occasione per non spegnere i riflettori sulla vicenda che lo ha tragicamente coinvolto, lo scorso 15 luglio, mentre prestava servizio come cooperante Onu in Colombia.

“Chiediamo a tutti massimo sostegno per divulgare al massimo questa triste vicenda affinché ci sia verità e giustizia per Mario”, hanno commentato Giuseppe e Anna Motta, i genitori di Mario. “Il ricordo di Mario, oltre a un sentito momento di solidarietà con la famiglia, è soprattutto una veemente richiesta di giustizia e verità, affinché il suo lavoro per un mondo più equo ed inclusivo non vado sprecato con la sua scomparsa”, hanno dichiarato gli assessori comunali presenti. L’auspicio, concludono gli assessori, “è che al più presto venga fatta luce su quanto accaduto in Colombia, per un innegabile bisogno di giustizia per la quale Mario ha sempre lottato, a costo della propria vita”.

“Il murale racchiude la vita di Mario. Una vita spesa per i diritti, per restare umani” ha commentato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Mario – prosegue l’ex Pm – ha scelto un luogo difficile, impervio, per portare un messaggio di umanita’ a chi era in difficolta’. Il murale, posto qui all’ingresso dei giardinetti, e’ un messaggio di orgoglio per i giovani della nostra citta’. Il napoletano ha voglia di liberta’, ha sete di giustizia e combatte per un mondo migliore. Mario ne e’ il perfetto esempio. Si e’ recato in un luogo del sud del mondo per combattere per i piu’ fragili e anche, forse, per un diverso rapporto tra esseri umani e Creato. Mario – continua de Magistris – ha fatto una battaglia di umanita’ ed e’ morto per una battaglia di umanita’. Le istituzioni devono essere pungolate affinche’ si arrivi a giustizia e verita’”. Il sindaco conclude il suo intervento alla cerimonia di inaugurazione del murale, ringraziando i cittadini che si prendono cura e difendono il parco. “Questa citta’, attraversata da tante ferite e problemi, e’ in grado di mantenere alta la memoria dei suoi figli. Questo luogo ospitera’ giovani ragazzi che come Mario amano giocare a basket. L’augurio e’ che, conoscendo la sua storia, ammirando il suo volto, scelgano di impegnarsi e non di narcotizzarsi”.

 

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