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In migliaia in piazza del Pebliscito a Napoli a sostegno della Palestina

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Emiliano, associazione Handala Ali’: “La politica italiana e’ assente perché non ha interesse a difendere la Palestina”

In centinaia hanno risposto all’appello della comunità palestinese e si sono radunati nel pomeriggio alle 16 in piazza del Plebiscito a Napoli, per  manifestare il sostegno alla Palestina nel conflitto con Israele con striscioni, messaggi di pace e un’enorme bandiera. “Quello in Medioriente viene chiamato conflitto, ma non lo è. E’ una guerra impari, perché non c’è nessuna possibilità per i palestinesi di affrontare una battaglia contro uno degli eserciti più forti ed equipaggiati del mondo”, ha spiegato in piazza Emiliano del centro culturale ‘Handala Ali’, fra i promotori dell’evento, organizzato insieme ad altre associazioni del territorio.

“Si accusano tutti i palestinesi di essere terroristi ma è una narrazione tutta sionista, non è così. Ci sono persone che combattono da 73 anni contro un’occupazione e un genocidio. Oggi la politica italiana e’ assente – sottolinea Emiliano  – perche’ non ha interesse a difendere la Palestina, mentre con Israele ci sono accordi di cooperazione sia militare che commerciali. Per questo nessuno prende posizione a favore della Palestina contro un massacro. Quella di Israele è una vera e propria occupazione, devono cessare immediatamente i bombardamenti sulla Striscia di Gaza”.

In piazza tra i tanti cittadini a sostegno della causa palestinese anche Maisa, studentessa palestinese, da 10 anni in Italia: “Il bilancio di morti dentro la Striscia di Gaza sale a 140, circa 30 sono bambini. Sono 950 i feriti solo a Gaza, e ci sono altri 11 morti anche in Cisgiordania. Nei territori arabi israeliani – racconta Maisa-  sono giorni che vengono assaltate le case degli arabi da civili israeliani armati dall’esercito. Solo ieri notte hanno bruciato una casa intera con bambini all’interno. C’è una fetta di israeliani di sinistra che sta scendendo in strada accanto agli arabi per difendere il popolo palestinese. Ma qui queste notizie non arrivano, Israele cerca di mascherarle. Siamo stanchi – conclude la studentessa – in molti ci chiedono cosa succede in quel territorio. La questione è complicata, ma è semplice da spiegare: se qualcuno entra in casa tua e vuole cacciarti, scatta la difesa. Penso che qualsiasi persona ne avrebbe tutto il diritto. Gaza è ormai sotto assedio da 14 anni, è un carcere a cielo aperto.

Il gruppo di manifestanti si e’ poi messo in marcia verso il porto dove per chiedere che in nessun porto italiano attracchino navi con carichi di armi e munizioni dirette in Israele.

 

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