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Whirlpool: ‘Napoli non molla’ presidio operai a Roma

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Ph. Fabio Sasso/ F.P.A.

Iniziativa promossa dai sindacati Uilm, Fiom, Fim, uniti per chiedere un piano industriale e una prospettiva occupazionale

Oggi in Piazza dei Santi Apostoli a Roma il presidio dei lavoratori Whirlpool di Napoli, insieme a delegazioni provenienti da tutti gli stabilimenti italiani del gruppo per protestare contro la decisione della multinazionale, già annunciata nei mesi scorsi, di procedere al licenziamento dei 350 lavoratori dello stabilimento di via Argine e centinaia nell’indotto. Sono un centinaio quelli arrivati in piazza Santissimi Apostoli urlando “vergogna!” E “Napoli non molla!”.

All’iniziativa promossa dai sindacati Uilm, Fiom, Fim, sono presenti l’esponente di Articolo Uno Guglielmo Epifani e il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni mentre, si apprende da fonti sindacali, sono attesi Gianluca Cantalamessa (Lega) e Sergio Romagnoli (M5S). Tutti uniti per chiedere un piano industriale e una prospettiva occupazionale per Whirlpool.

Con lo sblocco dei licenziamenti, osservano  i sindacati , dal 1 luglio rischiano il posto di lavoro 350 persone nella sola azienda e centinaia nell’indotto.Tra gli slogan ‘’Napoli non molla’ con gli operai che indossano una maglietta con la scritta ‘Siamo ancora qui’.

Gianluca Ficco, il segretario nazionale della Uil, intervenuto al presidio dei lavoratori della Whirlpool ha sottolineato che il governo deve “schierarsi con i lavoratori e con l’industria’” e che e’ necessario “prorogare il blocco dei licenziamenti quanto meno sulle vertenze che sono all’esame del Mise e per settori specifici.

“Questi lavoratori – spiega Tibaldi, Fiom– sono soltanto i primi che saranno costretti a scendere in piazza perche’ con la fine del blocco dei licenziamenti,senza politiche industriali, senza una riforma degli ammortizzatori sociali, per questa gente si prepara il disastro, determinato da aziende che chiedono solo d guadagnare di piu’.L’azienda non indietreggia le multinazionali non indietreggiano, rischiamo il disastro”, aggiunge. “Oggi ci rivolgiamo alle forze politiche per sapere se questo parlamento e’ fatto da una sola persona o da piu’ persone che collettivamente rispondono”.

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