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Il miracolo di San Gennaro si ripete, la gioia dei napoletani

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Ph. Fabio Sasso/ F.P.A.
Ph. Fabio Sasso/ F.P.A.

Battaglia durante l’omelia si e’ rivolto ai politici: “Solo chi ama Napoli, puo’ amministrarla”

Stamane alle 10 l’ampolla con il sangue liquefatto di San Gennaro e’ stata trasferita dalla Cappella del Tesoro del Duomo di Napoli all’altare. Tanti i fedeli presenti che hanno gioito, applaudendo il prodigio tanto atteso e hanno partecipato alla messa che si e’ tenuta subito dopo il trasferimento della reliquia.

Durante l’omelia l’arcivescovo Domenico Battaglia ha lanciato un appello di solidarietà: “Vorrei chiedere alla mia Chiesa di Napoli di mettersi sempre più al servizio di questa traversata verso il bene comune”. Quella di Napoli è anche una pagina di Vangelo scritta dal fuoco le sue radici sotterranee “sono luminose e incandescenti: nessun dolore, nessuna fatica, nessuna crisi sociale porà mai spegnerle”. Ma per esserlo “è necessario custodire nel cuore la passione degli innamorati” e “investire sulla capacità generativa della creatività”.

Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il vicesindaco Carmine Piscopo, il prefetto Marco Valentini ed il questore Alessandro Giuliano. Tra i sacerdoti sull’altare anche il cardinale Crescenzio Sepe. Alla funzione solenne hanno assistito i candidati sindaci Antonio Bassolino con la moglie Anna Maria Carloni e Alessandra Clemente che ha preferito parteciparla tra le persone sedute all’esterno della cattedrale.

Tanti i temi toccati da Don Mimmo Battaglia, da Alex Zanotelli, il missionario comboniano “capace nella sua anzianità di sognare come un bambino i cieli nuovi e le terre nuove tra le macerie di un vicolo di Napoli”, ai lavoratori Whirlpool anche oggi in lotta per chiedere la sospensione dei licenziamenti. “Napoli è una pagina del Vangelo scritta dal sangue – ha detto Battaglia – e’ una città bagnata dal sangue di tanti dolori discreti e silenziosi, di tante vite spezzate prima di spiccare il volo, di tante vittime innocenti del male, dell’ingiustizia, della corruzione”. Nel cuore di Don Mimmo la parola sangue “fa risuonare” tanti nomi, volti, storie. Oggi, in particolare, il pensiero dell’Arcivescovo è andato a Samuele il bimbo di tre anni morto venerdì dopo essere precipitato dal balcone di casa e ha chiesto ai fedeli di raccogliersi in preghiera per i genitori di Samuele.

“Solo chi ama Napoli – è stato il monito di Battaglia – sarà capace di amministrarla. Solo chi sentirà di appartenerle potrà servirla”. Ed a coloro che “il popolo napoletano sceglierà per questo ruolo di servizio e di amore, una parola chiara: sarò con voi in tutte le battaglie che mettono al centro la persona ed il bene comune”. La politica “non può essere semplice gestione dell’esistente, ma è deve essere, progetto e tensione, sogno e profezia”.

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