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Suor Raffaella Petrini: la prima donna nominata Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano

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Città del Vaticano – Quote rosa finalmente anche nel Vaticano? È soprattutto questo il messaggio di fondo evidenziato dai media nell’ultima settimana a proposito della nuova scelta di Papa Francesco per chi ricoprirà la carica di Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Il 4 novembre un Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede ha comunicato la nomina di Suor Raffaella Petrini che già dal 2005 ha ricoperto il ruolo di Officiale della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. L’evento è descritto come una svolta epocale poiché si tratta della prima donna a ricoprire questa carica che è il vertice di un organismo politico che esercita il potere esecutivo in nome del Papa nel Vaticano e che, nel panorama del diritto internazionale, corrisponde a un’entità distinta dalla Santa Sede. Istituita il 20 marzo 1939, ha sede presso lo storico Palazzo del Governatorato in Vaticano. Una figura, quella ora rivestita da Suor Raffaella Petrini, paragonabile grosso modo a quella di un Premier. Come Vice-Segretario Generale è stato invece nominato Giuseppe Puglisi-Alibrandi, il nuovo Capo Ufficio dell’Ufficio Giuridico dello stesso Governatorato.

Entrambi godono di un ottimo curriculum alle spalle. Suor Raffaella Petrini (nata a Roma nel 1969) ha conseguito la Laurea in Scienze Politiche presso la Libera Università Internazionale degli Studi Guido Carli e il Dottorato presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, dove fra l’altro è attualmente anche Docente. Giuseppe Puglisi-Alibrandi (nato a Roma nel 1966) ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Dal 2014 è Officiale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano in cui, dal 2017, è Capo Ufficio dell’Ufficio Giuridico, Stato Civile, Anagrafe e Notariato. Ovviamente la nomina di Suor Raffaella Petrini ha riscosso la grande approvazione dell’opinione pubblica, anche fra i non cattolici. In un periodo storico come quello contemporaneo in cui si è più sensibili al tema delle lotte per la parità di genere, la designazione di una donna contribuisce a svecchiare l’immagine della Chiesa da sempre giudicata un’istituzione patriarcale.

Del resto negli stessi Vangeli le donne non sono per nulla remissive rispetto a come comunemente si pensa e giocano ruoli di centralità nella vicenda di Cristo. Basti pensare non solo al rilievo del culto mariano nel cattolicesimo o a Maria di Magdala, detta Maddalena, che fu la prima persona a cui, secondo la tradizione cristiana, apparve Gesù dopo la Resurrezione. Erano donne le devote coraggiose e ostinate ai piedi della croce nonostante la paura di essere perseguitate. Erano donne cocciute e determinate dal temperamento forte Marta e Maria di Betania, le sorelle di Lazzaro, che nel dolore affrontarono di petto Gesù quando il fratello morì. Erano donne “Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni” (Luca 8,1-3). Allora forse la vera rivoluzione oggi è tornare alle origini del Vangelo, al cuore del Cristianesimo, come Papa Francesco si ripropone di fare a piccoli passi.

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