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COMICON 2022: bufera di polemiche per l’ingresso solo con greenpass rafforzato 

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Immagine dal profilo Instagram ufficiale del Napoli COMICON.

NAPOLI – Nell’ultima settimana un sentimento di malcontento serpeggia tra i potenziali visitatori del Napoli COMICON 2022. A rompere le uova nel paniere, durante il countdown in attesa dell’inizio della fiera, è stato l’annuncio delle misure anti-Covid che verranno adottate dal 22 al 25 aprile presso la Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta. Per amore della verità, l’organizzazione dell’evento aveva già comunicato al suo pubblico, in data 10 gennaio 2022, che il possesso del greenpass rafforzato valido (da vaccino o da guarigione) sarebbe stato un requisito indispensabile per l’accesso alla fiera. Sul sito ufficiale era stato scritto nero su bianco già all’apertura delle vendite dei biglietti e degli abbonamenti.

L’informazione è stata poi ribadita di recente il 4 aprile, insieme ad altre indicazioni a proposito del corretto uso della mascherina FFP2 a seconda degli spazi. È bastato questo a spazzare via l’entusiasmo di moltissimi. Non solo di coloro che non potranno accedere nemmeno esibendo il greenpass base con tampone negativo, ma anche di quanti sono tranquillamente in possesso del greenpass rafforzato. Il motivo è presto detto: presso il Romics non è stato richiesto. Nello specifico la fiera del fumetto di Roma (dal 7 al 10 aprile 2022) ha preteso il cosiddetto supergreenpass solo per alcuni contesti. Per consumare al chiuso nelle aree ristoro è bastato il greenpass base e il rafforzato è servito solo per le Sale Incontri. La differenza di trattamento è saltata subito agli occhi.

Annuncio ai visitatori dal sito online del Romics (dal 7 al 10 aprile).

Il cordiale staff dell’organizzazione del Napoli COMICON scarica la responsabilità e giustifica la scelta facendo appello all’articolo 7 del Decreto Legge del 24 marzo 2022 in cui effettivamente leggiamo:

«Dal 1° al 30 aprile 2022, sull’intero territorio nazionale, è consentito esclusivamente ai soggetti in possesso delle certificazioni verdi COVID-19 da vaccinazione o guarigione, cosiddetto green pass rafforzato, l’accesso ai seguenti servizi e attività: 

 a) piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra e di contatto, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, per le attività che si svolgono al chiuso, nonché spazi adibiti a spogliatoi e docce, con esclusione dell’obbligo di certificazione per gli accompagnatori delle persone non autosufficienti in ragione dell’età o di disabilità; 

 b) convegni e congressi; 

 c) centri culturali, centri sociali e ricreativi, per le attività che si svolgono al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione; 

d) feste comunque denominate, conseguenti e non conseguenti alle cerimonie civili o religiose, nonché eventi a queste assimilati che si svolgono al chiuso; 

e) attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; 

f) attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati; 

g) partecipazione del pubblico agli spettacoli aperti al pubblico, nonché agli eventi e alle competizioni sportivi, che si svolgono al chiuso». 

Romics. Foto di “Orgoglio Nerd”.

Di fatto l’organizzazione del Napoli COMICON ha agito a fin di bene nel rispetto delle norme vigenti. Tuttavia estendendole anche laddove non vi è l’obbligo dettato dal DPCM. Il Romics si è tenuto del resto lo scorso weekend, quando il decreto prevedeva le medesime restrizioni che saranno ancora in atto dal 22 al 25 aprile. Era pertanto possibile anche al COMICON garantire, senza supergreenpass, l’accesso all’aperto e in molte altre aree non a rischio al pari della fiera di Roma, come lo stesso Decreto Legge consente. Il pubblico non giudica benevola e corretta questa rigida severità. Insomma, con amarezza è possibile scherzare e osservare come sia più facile penetrare ad Alcatraz che accedere al Napoli COMICON. Una delle tante contraddizioni a cui il Paese va incontro con misure meramente burocratiche e non sanitarie.

Foto del Napoli COMICON, edizione antecedente alla pandemia del 2020.

A Napoli esiste poi l’espressione “cornuto e mazziato” per rendere l’idea del “danno oltre la beffa”. Calza a pennello per descrivere la condizione dei visitatori che, fiduciosi del progressivo allentamento delle normative anti-Covid, avevano comprato lo stesso il biglietto credendo che la fiera si sarebbe adeguata, come promesso, in tutto e per tutto alle normative vigenti. Questo perché l’annuncio del 10 gennaio faceva appello ai decreti precedenti. Al contrario, con dieci giorni di anticipo, l’evento si preannuncia come una barca in alto mare. La decisione già lascia intendere fra le righe che il COMICON non è stato capace di differenziare al suo interno gli ambienti in maniera adeguata per andare incontro alle esigenze del pubblico. La goccia che fa traboccare il vaso per molti acquirenti è infine la chiusura dei termini di rimborso dell’abbonamento e dei biglietti. In tantissimi, probabilmente, non riavranno i soldi indietro. Grandissima è l’insoddisfazione dei visitatori che avvertono la propria fiducia tradita dallo staff dell’evento. Innumerevoli gli utenti sui social che promettono a malincuore di non tornare più presso la fiera nemmeno in futuro, quando non ci saranno più restrizioni.

 

 

Fonte:

Biglietteria online del Romics:

https://www.romics.it/it/content/biglietteria

 

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