Home Cinema “Noi”, la seconda stagione cancellata: la Rai ha rispetto del suo pubblico?

“Noi”, la seconda stagione cancellata: la Rai ha rispetto del suo pubblico?

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SERIE-TV – Da una decina di giorni è stata divulgata una notizia deludente per una buona porzione del pubblico Rai: il contratto della serie televisiva “Noi” – con Lino Guanciale e Aurora Ruffino – non è stato rinnovato per una seconda stagione. L’ha annunciato Maria Pia Ammirati, la direttrice di Rai Fiction. La decisione sembra essere definitiva. La cancellazione è stata decisa perché, a quanto pare, la prima stagione non ha soddisfatto le aspettative degli autori e non ha raggiunto lo share sufficiente per rinnovare le trattative.

La premessa è semplice: il pubblico è consapevole della natura altalenante del palinsesto televisivo. La direzione apporta le modifiche che ritiene più opportune per dare naturalmente maggiore spazio ai prodotti che hanno più seguito. Soprattutto perché c’è in ballo anche un discorso di “vile denaro” necessario per la realizzazione di una serie televisiva. Seconda premessa: tutti ricordiamo anche le innumerevoli polemiche sollevate dalla prima messa in onda di “Noi”. Molti degli spettatori della serie americana “This Is Us”, di cui “Noi” è un remake, si lamentavano della produzione. Affermavano che la versione italiana non fosse all’altezza dell’originale perché valutavano ogni aspetto nell’ottica del raffronto. Pareri del tutto legittimi.

Tuttavia è da ammettere che, sulla piattaforma di streaming di RaiPlay, “Noi” ha riscosso poi un buon numero di ascolti. Ha ottenuto in un certo senso il suo riscatto. Purtroppo però pare che a nulla sia valso perché, nonostante ciò, la Rai ha scelto ugualmente di sospendere la produzione della seconda stagione. Pertanto nell’ultima settimana sul web si è innalzato un nuovo polverone: un sentimento di amara delusione si è diffuso tra gli spettatori che avevano seguito con interesse “Noi”. Esiste infatti una fetta di pubblico che ha apprezzato molto la prima stagione e attendeva con curiosità gli sviluppi dei punti in sospeso. 

Inasprisce solo gli animi consigliare banalmente la visione della versione americana a chi non l’ha ancora vista. Chi si è affezionato alla famiglia Peiró desiderava scoprire nello specifico del cane di Cate e della scomparsa di Pietro con le loro vicende ambientate in Italia e riadattate nello stivale. Per quanto possa valere il detto “Senza soldi non si cantano messe”, è innegabile che questa volta la Rai abbia agito senza rispettare il suo pubblico. Dopo una stagione non autoconclusiva, c’era bisogno di almeno di un paio di episodi di epilogo prima della sospensione definitiva. Al momento c’è ancora chi non si rassegna e magari spera che il progetto venga adottato da qualche piattaforma di streaming. Sarebbe bello se si facessero avanti nuovi investitori che ripongano sincera fiducia nel progetto. In fondo la speranza è l’ultima a morire.

 

 

 

 

 

 

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