Home Cronaca Napoli: studente 17enne accoltellato a scuola. Borrelli (Europa Verde): “Serve videosorveglianza”

Napoli: studente 17enne accoltellato a scuola. Borrelli (Europa Verde): “Serve videosorveglianza”

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Ricoverato al Cardarelli in rianimazione con un drenaggio al torace, ma non in pericolo di vita

Stamane, uno studente di 17 anni e’ stato accoltellato da un coetaneo in seguito ad una lite, mentre si trovava a scuola. Il fatto e’ avvenuto a Miano in via Caprera, presso la succursale dell’Istituto professionale per servizi di enogastronomia e ospitalità alberghiera, Duca di Buonvicino, tra Scampia e Secondigliano.

Non e’ ancora chiara la dinamica dell’aggressione che sembra essere avvenuta nel perimetro scolastico in seguito ad una lite tra due studenti coetanei ma di classi diverse, per motivi non ancora noti. Il 17enne e’ stato raggiunto da numerosi fendenti al braccio, al torace e al volto.

Sul posto sono accorsi i sanitari del 118, allertati dalla dirigenza scolastica. Lo studente e’ stato trasportato d’urgenza all’Ospedale Cardarelli, dove e’ stato ricoverato in codice rosso. Le ferite riportate non hanno toccato organi vitali come evidenziato dalla Tac, ma e’ in rianimazione con un drenaggio al torace. Sono in corso le indagini della Polizia per identificare l’aggressore e ricostruire la dinamica dei fatti.

“E’ l’ennesimo caso che avviene in una scuola. Avevamo già denunciato un accoltellamento nei mesi scorsi in una scuola a Melito e tanti altri episodi di violenza tra minori all’interno e nei pressi di istituti scolastici”, il commento del consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli.

Serve la videosorveglianza – sottolinea Borrelli – anche nelle scuole a rischio almeno negli spazi comuni e agli ingressi. Alcuni genitori chiedono i metal detector perché oramai sono troppi i ragazzini che girano armati soprattutto provenienti da famiglie criminali nelle quali inspiegabilmente viene consentito crescere e che vanno a scuola con coltelli, tirapugni o altri oggetti atti ad offendere. Non possiamo abbandonare le scolaresche, le famiglie e il corpo insegnante a se stessi”.

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