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Napoli, i Durazzo e gli Aragona

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Sala dei Baroni.

Benvenuti al nuovo appuntamento della rubrica: “π‘΅π’‚π’‘π’π’π’Š π’‚π’π’•π’Šπ’„π’‚: π’”π’•π’π’“π’Šπ’‚, π’‚π’π’†π’…π’…π’π’•π’Š 𝒆 π’„π’–π’“π’Šπ’π’”π’Šπ’•π’‚'”.

 

Carlo Durazzo fu re di Napoli per poco tempo, dal 1382 al 1386, ma riuscì a restaurare gran parte della città, soprattutto il Maschio Angioino, la sua dimora di Napoli. In Ungheria fu oggetto di una congiura. Il sovrano fu colpito alla testa da una sciabolata. Morì pochi giorni dopo, a soli 41 anni. Venne proclamato re il suo giovanissimo figlio Ladislao, a soli dieci anni, sotto la reggenza della madre, Margherita di Durazzo.

Fu un periodo di grande disordine per il regno. Napoli precipitΓ² nel piΓΉ totale caos. La cittΓ  si divise in due fazioni, l’una contro l’altra. MorΓ¬ giovane anche Ladislao e, nonostante tre mogli, non ebbe figli. Venne proclamata regina sua sorella Giovanna per acclamazione di popolo.

Monumento funebre a Ladislao di Durazzo nella chiesa di San Giovanni a Carbonara.

Nel 1442 Alfonso d’Aragona, detto il Magnanimo, assediΓ² Napoli riuscendo a espugnarla. Inizia con la casa d’Aragona un periodo di forte sviluppo economico e civile. Ancora oggi si possono ammirare le opere di codesta dinastia: la chiesa di Sant’Anna dei Lombardi, la chiesa di Sant’Angelo a Nilo e il grandioso Arco di Trionfo di Alfonso d’Aragona che fu inserito tra le torri centrali del Maschio Angioino per rievocare l’ingresso del re in cittΓ .

Morto Alfonso (1458), successe sul trono di Napoli il figlio Ferrante che, oltre da una minaccia angioina, dovette difendersi dal malumore dei baroni che esigevano assurdi privilegi.

Ferrante, stanco della situazione, attuΓ² un terribile stratagemma. InvitΓ² i baroni ribelli al matrimonio di una sua nipote in segno di pace, ma nell’ampio salone del maniero al Maschio Angioino, durante la cerimonia, i portoni furono chiusi e i nobili arrestati e condotti alle forche di piazza Mercato. Oggi quella sala porta il nome di “Sala dei Baroni”.

Saluti cordiali,

Pino Spera, Responsabile della Sezione Storia della Biblioteca I Care, Pomigliano d’Arco (NA).Β 

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